Formula 1 | Gran Premio del Giappone

Minardi: La verità Ferrari non convince, davvero si è rotta la candela?

L'ex team principal mette in dubbio la versione ufficiale della Rossa di Maranello sui continui guasti al motore: «Le spiegazioni date sono troppo banali. Mi aspetterei che i problemi derivassero da elementi molto più seri, come la camera di scoppio. Si sta pagando cara la rincorsa alla Mercedes»

FAENZA – Gian Carlo Minardi mette in dubbio la versione ufficiale sui continui guasti al propulsore della Rossa di Maranello, ipotizzando che dietro ci siano ragioni ben più serie di quelle comunicate dalla Scuderia: «Un Gran Premio che doveva rappresentare la riscossa per la Ferrari purtroppo si è tradotto in un'altra delusione – commenta l'ex team principal – Ma una delusione che può diventare pesante e grave, perché il bilancio dell'affidabilità nelle ultime gare è stato molto amaro. C'è preoccupazione per il futuro a causa di queste rotture di cui non ci è stata data proprio una spiegazione esatta: per esempio quella della candela di ieri, secondo me, è una banalità. Non sono un tecnico, ma mi aspetterei che derivasse da elementi molto più seri come la camera di scoppio, dove in un motore dell'era moderna si produce la maggioranza dei cavalli e il minor consumo. Insomma, è la parte focale anche per i risultati che la Mercedes sta ottenendo in questi anni».

Veloce sì, ma non basta
Probabilmente, dunque, è la rincorsa tecnica sfrenata alle Frecce d'argento che si sta rivelando troppo frettolosa: «La Ferrari, nella seconda parte della stagione, ha cercato di diminuire il distacco nei confronti della Mercedes, e ci è anche parzialmente riuscita, almeno quando non ha incontrato particolari problemi, ma lo ha pagato caro in termini di affidabilità. Questo è preoccupante perché il divario tra Lewis Hamilton e Sebastian Vettel è diventato di 59 punti, ma soprattutto perché il secondo posto nel Mondiale è attaccato da Bottas, visto che 13 punti di vantaggio sono niente in questa ultima parte di campionato dai risultati molto negativi. Non solo: ma c'è anche una Red Bull in grande spolvero, che sta guadagnando punti su punti, e ora sono solo 92 quelli che mancano dal secondo posto dei costruttori».

Invertire il trend
E ora cosa si può fare? «L'analisi è un po' fredda: purtroppo quando succedono queste cose è difficile trovare una soluzione in breve. Una volta trovata la competitività, che è il compito primario di un team, è ovvio che debba essere sostenuta dall'affidabilità, che è determinante. Oggi sembra che, almeno sul passo gara, la Ferrari possa avere delle possibilità: purtroppo, per raggiungere un certo livello di evoluzione del motore, si è prodotta un'affidabilità che lascia a desiderare. In più si commettono degli errori: Kimi Raikkonen nelle ultime prove libere ha sbagliato in modo gravissimo, rovinando anche il cambio e portando una penalizzazione di cinque posizioni, e poi disputando una gara non impeccabile che gli è valsa solo il quinto posto. Non è stato utile né per accumulare punti per il Mondiale costruttori né per portare via punti alla Mercedes. Andiamo negli Stati Uniti: un altro Gran Premio alla portata della Ferrari, cercando di ribaltare questa tendenza negativa, visto che difficilmente si riuscirà ad annullare il distacco per conquistare il titolo mondiale».