Motori | Rinascita Ferrari

Corgnati: Se la peggior Mercedes batte la miglior Ferrari

Il paradosso è che non sempre la vettura più veloce è quella che vince, specialmente in una stagione combattuta come questa, dove i punti persi valgono più di quelli guadagnati. La brutta notizia è che la Rossa non è ancora una squadra da titolo, quella buona è che lo sta rapidamente diventando

ROMA – L'assurdità dei risultati della Ferrari nelle ultime due gare? Ce la spiega il direttore Fabrizio Corgnati: «Il paradosso è facile da riassumere. Si dice sempre che in Formula 1, alla fine, vince sempre la macchina migliore. Invece nelle ultime due gare, sia a Singapore che in Malesia, la peggiore Mercedes degli ultimi anni è riuscita comunque a battere la migliore Ferrari. E questo, pur essendo un paradosso, è facilmente spiegabile: perché la realtà è che non basta avere la macchina più veloce, bisogna anche commettere meno errori degli altri. Specialmente in una stagione come questa, dai distacchi limitati e dall'andamento agonistico incerto, la differenza la fanno i dettagli: pesano di più i punti persi di quelli guadagnati».

Sbagli banali
La Rossa di Maranello ne sa qualcosa: «E la Ferrari, purtroppo, di errori ne ha commessi tanti: a Singapore i piloti hanno sbagliato la gestione della partenza, in Malesia è venuta meno l'affidabilità. E, stando a quanto ha lasciato intendere ieri il presidente Sergio Marchionne, si è trattato di problemi legati alla componentistica, quindi potenzialmente pezzi da pochi euro. Il rammarico è notevole. Peccato, perché questo non ha consentito alla Ferrari di dimostrare la sua velocità su due piste: la prima in cui ce lo si aspettava, l'altra in cui era inattesa, perché i suoi lunghi rettilinei e le curve veloci la facevano presagire amica della Mercedes».

Insegnamenti per il futuro
Sul piano della competitività assoluta, dunque, il verdetto è chiaro: «Questo dimostra che la Ferrari ha compiuto dei netti passi avanti dal punto di vista delle prestazioni, arrivando a giocarsela alla pari su quasi tutte le piste contro la squadra che ha vinto gli ultimi tre Mondiali e che, al contrario, negli scorsi due Gran Premi è apparsa in grave impasse, beccando notevoli distacchi non solo dalla Ferrari ma anche dalla stessa Red Bull. Purtroppo non è riuscita a concretizzare in risultati e in punti questo scenario, e adesso Sebastian Vettel si ritrova un passivo in classifica generale da Lewis Hamilton pesante, per non dire decisivo. Insomma, le notizie sono classicamente due, una buona e una cattiva. Quella cattiva è che la Ferrari di quest'anno, nel suo complesso, non è ancora una squadra vincente per il titolo. Quella buona è che lo sta diventando rapidamente: il percorso più difficile, quello di rendere la monoposto veloce e competitiva, è stato compiuto, ora bisogna solo rendere la squadra più solida, quadrata e meno fallosa. Siamo sicuri che questo possa essere di ottimo auspicio per il prossimo anno».