Il pericolo corre sull'asfalto

Lo schianto di Hayden in bici? L'ultimo di una lunga serie: «È guerra con gli automobilisti»

Per i ciclisti sulle strade di tutti i giorni i rischi sono in aumento: prima dell'ex campione del mondo di MotoGP era toccato all'ex maglia rosa Michele Scarponi, che perse la vita un mese fa. Ne parlano i cicloamatori partecipanti alla pedalata per il debutto del Giro d'Italia in autostrada

ROMA – Non si ferma la guerra su strada tra ciclisti e automobilisti, ma gli appassionati delle due ruote ammettono: «La responsabilità è di entrambi». A Barberino del Mugello, si sono espressi sull'argomento alcuni partecipanti alla Pedalata amatoriale organizzata da Autostrade per l'Italia e Polizia di stato con rappresentanti di istituzioni, ex corridori professionisti e cicloamatori in occasione del debutto del Giro d'Italia in autostrada, sul tratto panoramico dell'A1 tra Firenze e Bologna. Il rischio che si corre percorrendo in bicicletta le strade di tutti i giorni è tornato d'attualità dopo il terribile schianto di ieri dell'ex campione del mondo di MotoGP Nicky Hayden, ma nelle ultime settimane sono stati tanti i tragici episodi del genere: il più grave quello costato la vita all'ex maglia rosa Michele Scarponi. «È diventato un po' un gioco di forza, siamo d'accordo che noi certe volte diamo noia perché rallentiamo, però – suggerisce questo ciclista – basterebbe un semplice colpo di clacson per avvisarci, invece di voler per forza sorpassarci. Ormai è una guerra, una lotta e noi siamo i più deboli, come ha detto Nibali ieri», ha sottolineato. «Credo che ci sia un po' la fobia del ciclista, si è scatenato qualcosa. Perché qualche volta anche noi siamo in difetto, però pure l'automobilista è molto scorretto in molte occasioni, sembra che il ciclista diventi un'esca – aggiunge questo signore, augurandosi – Spero che ci sia un po' più di educazione nella nostra società e ci porti al rispetto reciproco». «La responsabilità è di tutti, degli automobilisti, ma anche la nostra», sottolinea un altro. «Rispettare il codice della strada, cercare di non andare in coppia, e rispetto, molto rispetto: se c'è questo forse possiamo farcela», dice speranzoso un altro ciclista. «La strada è di tutti: quando si è in gruppo ci si diverte di più, ma gli ultimi incidenti hanno riguardato persone singole. Quando noi andiamo in gruppo la macchina rallenta, ma se vede uno solo ci passa accanto velocemente e succede l'incidente», conclude un altro amante delle due ruote.

(da fonte Askanews)