27 giugno 2017
Aggiornato 22:30
Intervista esclusiva per il Diario Motori

Beltramo intervista Iannone: «Sto cercando di guidare come Vinales»

Il Maniaco continua il suo complicato adattamento alla nuova Suzuki: «La moto va bene, ma devo cambiare il mio stile in inserimento di curva. È l'esatto contrario della Ducati, ma pian piano mi ci sto abituando»

DOHAAndrea Iannone, il passo dalla Ducati alla Suzuki ti è costato, ma adesso mi sembri maturato, più consapevole, tranquillo.
Sicuramente sono tranquillo, nonostante alcune difficoltà che stiamo incontrando. So di avere un supporto dietro le spalle, delle persone che credono fortemente in me, a quello che dico e spiego turno dopo turno, e vedo che da un test all'altro cercano di andare incontro alle mie esigenze. Io, per tamponare la situazione, sto cercando di adattare il mio stile al modo in cui Vinales guidava questa moto, ma questo richiede tempo. Come anche il miglioramento di alcune aree per adattarle più al mio stile. La Suzuki va molto bene quando sei piegato al massimo angolo, è incredibile. In frenata, da dritto va molto bene, ma quando inizi a inserirla c'è qualche problema in questo momento. Io ero abituato ad accompagnare la moto con il freno dentro la piega, altrimenti facevamo fatica a curvare, quindi mi viene istintivo farlo, ma con questa moto qua è un casino. Ma pian piano, secondo me, ce la faremo, stiamo migliorando.

Anche queste parole mi confermano la tua maturazione.
Ma anche in Ducati ho dovuto cambiare totalmente il mio stile di guida per adattarmi. Ci ho corso per quattro anni e negli ultimi due ho fatto un salto importante. Ma ci è voluto del tempo e stavolta spero di fare prima. Essendo abituato a una moto che era l'opposto di questa, quando parti non ti viene con naturalezza di guidarla come bisognerebbe. Il mio istinto, quando devo entrare a fare il tempo con la gomma nuova, viene come guidavo prima. Però, quando faccio tanti giri consecutivi, riesco a fare i miei migliori crono sul finale, e questo vuol dire che capisco sempre di più, mi concentro su quello che non va fatto e mi costringo a una guida diversa.

Ma anche che la moto consuma poco le gomme.
Qui le stiamo utilizzando in modo molto buono, non abbiamo problemi di durata né di tanto calo.

Tu sei dovuto passare da una Ducati molto fisica, faticosa e cattiva a una Suzuki da guidare con più fluidità. Il passo inverso, che ha fatto Lorenzo, è altrettanto difficile?
Non lo so. La Ducati, negli ultimi due anni, è migliorata molto, la casa ha fatto un lavoro molto buono e anche in pista io e Dovizioso l'abbiamo portata ad alti livelli. Oggi non le manca quasi nulla per essere competitiva. La Suzuki richiede una guida diversa, ma io sono fluido: il mio problema deriva dalla frenata e l'inserimento, per il resto vado molto bene. La moto ha gran parte della sua forza quando sei sdraiato: ha un'aderenza incredibile e riesci ad essere molto veloce in percorrenza di curva. Questo mi piace. Dobbiamo solo migliorare l'inserimento, sia io che il team.

E la Michelin è riuscita ad evolvere le gomme?
Credo che l'anno scorso abbia fatto un ottimo lavoro, è sempre migliorata passo dopo passo. Questo non era così scontato e neanche facile. Come ho sempre detto, l'impegno ripaga sempre e la loro forza di volontà e di reazione è stata molto positiva.