Motori | F1 GP Spagna

Giornata no per la Ferrari, per Vettel è «colpa delle gomme»

Sebastian non va oltre il quarto posto nella gara più negativa della stagione: c'entra la controversa modifica agli pneumatici introdotta proprio per Barcellona

Sebastian Vettel nel parco chiuso dopo il GP di Spagna di F1 a Barcellona
Sebastian Vettel nel parco chiuso dopo il GP di Spagna di F1 a Barcellona (Ferrari)

BARCELLONA – Il quarto posto di Sebastian Vettel è il magro bottino di un Gran Premio di Spagna tutto in salita per la Scuderia Ferrari. Kimi Raikkonen si è ritirato per una perdita di potenza.

Bandiera bianca
Il sole gioca a nascondino con le nuvole prima del via, nella notte ha piovuto parecchio. Alla partenza, Vettel dalla terza piazza sulla griglia va all’attacco all’esterno e passa Valtteri Bottas, Raikkonen mantiene la quarta posizione e subito dopo esce la safety car, quando Romain Grosjean va in testacoda innescando una collisione multipla. Alla fine del sesto giro si riparte, a posizioni invariate. Ne passano altri dodici prima che la Rossa di Maranello, giocando d’anticipo, chiami Seb ai box per il cambio gomme: vanno su le medie. Bottas reagisce due passaggi dopo ma nonostante il traffico, sfruttando la scia di Magnussen, Vettel riesce a stare davanti alla Mercedes in uscita dal box. Dietro, intanto, Kimi avvisa via radio di un problema, la sua vettura rallenta improvvisamente e rientra ai box. «Oggi stavo andando bene, ero in una posizione discreta e tenevo un buon ritmo – racconta Iceman – Tutto filava liscio e stavo risparmiando gli pneumatici. Poteva andare tutto bene, ma purtroppo non è stato così. Ad un certo punto ho iniziato a perdere potenza; ho continuato a guidare ma ovviamente a velocità inferiore, per cui sono rientrato al box. Non sappiamo molto di più sul problema che abbiamo avuto: dobbiamo portare la macchina in sede e vedere quello che è accaduto. In chiave di campionato, questo risultato è ben lontano dall’essere ideale, e sono molto deluso. Non avremmo potuto fare niente di diverso oggi da quanto è stato fatto, ma dobbiamo continuare a impegnarci a fondo».

Crisi di pneumatici
Perdita di potenza, lo stesso problema che al 40° giro lamenta Esteban Ocon, innescando la virtual safety car. Seb va ai box per rimontare un set di gomme medie. La mossa ha una sua logica, ci sono problemi di pneumatici; ma si perde tempo con la posteriore destra e in uscita il campione tedesco si ritrova dietro a Bottas e Verstappen, che ha l’ala anteriore danneggiata in un contatto. «Puoi spingere fino al traguardo», è l’avviso del suo ingegnere di pista Riccardo Adami via radio. Ma non è facile. Passato il cinquantesimo giro, Seb rompe gli indugi e abbassa i tempi, senza però riuscire a inquadrare l’avversario nel mirino. Anche se alla fine il distacco dal podio è di soli sette decimi... «Oggi le gomme non duravano quanto sulle altre vetture, per cui non potevamo seguire la stessa loro strategia – ammette il quattro volte iridato – Ci siamo dovuti fermare di nuovo e ovviamente abbiamo perso due posizioni, e anche un po’ di tempo durante il pit stop. Ma rimanere in pista sarebbe stato impossibile. Abbiamo avuto problemi nel trovare il giusto bilanciamento della macchina e abbiamo faticato con gli pneumatici anteriori. Forse i cambiamenti di questo weekend hanno avuto un impatto più negativo su di noi, rispetto agli altri. Quindi sono contento di tornare a pneumatici normali a Monaco, dal momento che sembrava che faticassimo di più rispetto agli altri. Oggi non avevamo il giusto passo, la Mercedes era più veloce di noi e non c’erano molte chance. Abbiamo cercato di fare del nostro meglio, ma qualcosa ci è sfuggito e dobbiamo migliorare. Per tutto il weekend è stato difficile trovare il giusto equilibrio su questi nuovi pneumatici. Ma non vedo ragioni per cui non essere ottimisti riguardo alla prossima gara».

Tutto male
Il bilancio è affidato al team principal Maurizio Arrivabene: «Sotto molti aspetti, questo è stato un weekend nel quale niente è andato per il verso giusto. Ora, con calma e in modo accurato, dovremo analizzare i motivi, tra loro diversi, che ci hanno impedito di esprimere il potenziale visto nelle altre gare. Poi ci prepareremo per il prossimo Gran Premio a Monaco, con professionalità, determinazione e fiducia».