Motori | Moto GP Austin

Vinales torna a podio, Valentino Rossi lo sfiora: «Yamaha in crescita»

Su una pista come quella di Austin, storicamente non troppo favorevole alla casa dei Diapason, arriva un risultato di squadra che promette bene per il futuro

Le due Yamaha di Maverick Vinales e Valentino Rossi in lotta nel GP delle Americhe di MotoGP ad Austin
Le due Yamaha di Maverick Vinales e Valentino Rossi in lotta nel GP delle Americhe di MotoGP ad Austin (Michelin)

AUSTIN – Un quarto posto sospeso tra soddisfazione e rammarico. Tra la consapevolezza di aver portato a casa un risultato positivo su un circuito storicamente non troppo amico della sua moto e l'amarezza di non essere riuscito a compiere quell'ultimo passo in più per agganciare il podio. Con queste sensazioni contrastanti Valentino Rossi rientra a casa dagli Stati Uniti: «Tutto sommato non è andata male: è stato un fine settimana abbastanza positivo – lo definisce il Dottore – Qui, su una pista non favorevole alla Yamaha, abbbiamo messo due moto nei primi quattro posti. ma sono anche un po’ deluso perché speravo di lottare per il podio. Sapevo che sia Marquez sia Vinales erano più veloci, ma speravo di avere il potenziale per lottare con Iannone. Ci ho provato, ma a causa delle temperature più alte, ho sofferto con la gomma anteriore: ero troppo al limite e sono andato più piano di quanto mi aspettassi. Non sono riuscito a stare vicino ad Andrea ed è stato un peccato, sarebbe stato bello almeno provarci».

Aspettative per l'Europa
Il fenomeno di Tavullia manda in archivio le prime tre trasferte extraeuropee con il settimo posto in classifica generale, molto distante dall'inizio di stagione positivo che visse dodici mesi fa. La speranza, però, stavolta è di riuscire ad invertire il segno anche del resto del campionato: «L’anno scorso in queste tre prime gare ero andato molto forte, ero sempre salito sul podio ed ero anche stato in testa al Mondiale – ricorda il nove volte iridato – Però, arrivati in Europa, avevo sofferto. Sono curioso di vedere cosa succederà ora perché mi sento bene sulla moto. Le prossime gare saranno importanti per vedere se saremo competitivi». A confermare il potenziale della casa dei Diapason, stavolta, è stato soprattutto il suo compagno di squadra: «Le nostre moto avevano un assetto leggermente diverso: Maverick, comunque, aveva qualche decimo in più di me».

Striscia negativa spezzata
Vinales, infatti, ha conquistato in America un prezioso secondo posto, rompendo un digiuno di podi che durava dal GP d'Australia dell'ottobre scorso, e la consapevolezza di aver imboccato finalmente la direzione giusta: «Stiamo arrivando – conferma Top Gun – Onestamente, in questo weekend ci siamo divertiti molto. Anche se non sento ancora di essere arrivato al nostro massimo livello, sono già abbastanza forte. Sappiamo di essere migliorati molto dall'Argentina, soprattutto sul fronte dell'elettronica, e abbiamo della strada da fare per crescere ancora. Iniziamo a capire come andare veloci con la Yamaha 2018. Riesco di nuovo a guidare con uno stile più vicino al mio: più aggressivo, spingendo la moto, come facevo l'anno passato. Sono molto felice perché oggi non potevamo fare meglio di così, e non vedo l'ora di arrivare a Jerez, una pista che dovrebbe adattarsi piuttosto bene alla M1, dove sarà importante renderci conto di come andremo. Ora è il momento di migliorare, di risolvere alcuni problemi tecnici che ancora abbiamo e di compiere un passo in avanti».