Formula 1 | F1 GP Cina

Valsecchi al Diario Motori: «Verstappen ha fatto un errore banale, ma non enorme»

Il pilota e commentatore tecnico analizza ai nostri microfoni i momenti chiave dell'ultimo GP di F1 in Cina: «Max ha sbagliato, ma in partenza anche Vettel»

ROMADavide Valsecchi, l'episodio caldo del Gran Premio della Cina è stato il contatto di Max Verstappen con Sebastian Vettel. Tu, da pilota, come l'hai vista: ha esagerato o ci stava che ci provasse in quel punto?
A me Verstappen piace un sacco, però qui ha sbagliato. Vedendo quanto forte andava, direi che aveva una possibilità gigantesca di lottare per vincere il GP, invece si è fatto prendere dalla foga. Il suo è stato un errore banale, abbastanza grave per la sua corsa, ma non enorme perché le velocità in quel punto erano abbastanza ridotte.

Il suo talento è indubbio, forse con l'esperienza deve imparare a calmarsi.
Lo spero. Ma nel paddock di Shanghai, per la prima volta, è andato da Vettel ha chiesto scusa. Solitamente è arrogante come pochi al mondo e tiene sempre in conto solo il suo punto di vista. Stavolta, invece, con il compagno di squadra che gli ha vinto in faccia, si è reso conto di aver fatto una ca...ta. Probabilmente ora migliorerà.

Nelle ultime gare ha sbagliato parecchio: teniamo presente anche il contatto con Hamilton in Bahrein. Forse la somma di questi episodi gli ha fatto capire che è giunto il momento di alzare un po' il piede?
Bravo, è proprio andata così. Questo inverno ero dispiaciuto che il mio amico Ricciardo avesse i giorni contati. Verstappen, appena 18enne, si era presentato subito con una vittoria a Barcellona; l'anno scorso, dopo essere partito male, si era messo a posto e nelle ultime sette gare aveva fatto più punti di tutti; ora, se avesse ricominciato con lo stesso passo, per Daniel che è in scadenza di contratto sarebbe stata la fine della pacchia. Nel test e nel weekend in Australia le ha prese sui denti ed era demoralizzatissimo, invece il giorno della gara Verstappen ha fatto come al solito una min...ta, mentre Ricciardo, sapendo di dover restare calmo e usare la testa, furbissimo e con un'esperienza incredibile, ha ottenuto un buon risultato. E a Shanghai ha portato a casa una grande vittoria.

Non è che va a finire che ce lo ritroviamo in Ferrari, Ricciardo?
Sarebbe bello, a me piace. Verstappen ha un talento incredibile, ma a volte sottovalutiamo le capacità di Ricciardo. Il talento con cui ha fatto quei sorpassi per la vittoria è molto importante, non è semplice vederne di così belli.

Per chiudere con Verstappen, giusta la penalizzazione o se ne meritava una più severa?
Vedendola dal punto di vista degli italiani e dei tifosi della Ferrari, tutti hanno pensato che fosse ingiusta. Ma per me era giusta. Gasly ha preso la stessa sanzione per un incidente ancora peggiore, perché ha preso il suo compagno sulla ruota posteriore. Almeno Verstappen ha preso Vettel nella pancia, quindi aveva metà macchina dentro, e questa è un'attenuante. Come si può pretendere che lo squalificassero per un Gran Premio, guardandola oggettivamente? Ingiusto è il fatto che Vettel gli sia finito dietro, ma queste sono le gare.

Il lato positivo è che la Ferrari, in questi primi tre Gran Premi, è apparsa la macchina da battere, mentre la Mercedes è andata un po' in crisi.
Sono d'accordo con te: la Ferrari è un missile. L'anno scorso si è giocata il Mondiale, ma lo ha perso soprattutto perché la Mercedes ha ottenuto quasi tutte le pole position. Quest'anno, su tre gare, Vettel ha già fatto due pole: se nel corso della stagione arrivasse a dodici-tredici, vincerebbe il titolo. Un pilota che ha già vinto quattro campionati, se parte in testa può perdere qualche volta, ma la maggior parte vince.

Il passo avanti più importante è stato fatto sul motore, che sembra decisamente più potente.
Bravo: vola! L'Australia ci ha confuso, perché la Mercedes in qualifica era andata fortissimo. Forse nella prima gara la Ferrari non ha voluto rischiare, non hanno dato il massimo della potenza per evitare di rovinare o rompere il motore. Ma dopo hanno iniziato ad avere una potenza che sembra impareggiabile per tutti gli altri. Sia in Bahrein che in Cina, al venerdì erano pari, mentre al sabato hanno rifilato quattro decimi alle Mercedes e alle Red Bull. E soprattutto avevano dieci chilometri orari di vantaggio sul rettilineo: sono tanti.

C'è chi si è rammaricato perché Raikkonen è stato trattato da secondo pilota: alla partenza Vettel lo ha stretto, rischiando un incidente come a Singapore 2017. Secondo te la Ferrari è ingiusta verso di lui?
Ti dico una cosa: tra i due, come pilota, mi piace più Raikkonen. Detto questo, Vettel ha fatto un errore a stringerlo in partenza: essendo nello stesso team, le partenze sono studiate a tavolino nei briefing. Poi, in Cina, alla prima curva, anche se chi è all'interno ha tre quarti di macchina dentro, chi gira all'esterno è quasi in vantaggio, perché allarga il raggio e può permettersi di entrare con più velocità. Potendo rifarla, Vettel andrebbe giù dritto, e anche se Raikkonen lo avesse affiancato lui avrebbe mantenuto la sua prima posizione all'esterno. Invece, stringendolo, ha costretto Kimi a tenere la traiettoria più interna e alla fine a frenare e scalare una marcia in più, facendosi sfilare da Bottas. Che, se non ci fosse stata la safety car, avrebbe vinto la gara perché Vettel non aveva il compagno di squadra a guardargli le spalle.

Il contrario di quello che è successo in Bahrein.
Bravo. Vettel ha commesso un piccolo errore, ma non lo biasimo. In partenza, puoi aver fatto tutti i programmi del mondo, ma se quando scatta il verde qualcuno ti mette il muso dentro, tu d'istinto lo vai a stringere. Poi, quando si è reso conto che era il suo compagno di squadra, ha allargato, ma ormai era troppo tardi. Non lo ha sbattuto contro il muro, ha fatto quello che otto volte su dieci avrebbe fatto qualsiasi pilota. A rivederla dopo è facile parlare. Peccato che Raikkonen non ha concretizzato quello che meritava: solo ridandogli i punti persi in Bahrein (per il pasticcio nel pit stop, ndr) sarebbe terzo in classifica. In tre qualifiche è arrivato tre volte secondo, in prima fila: una grande statistica.

Sulla carta può giocarsela.
Dobbiamo solo ricordare che il talento di Vettel, in qualifica, è leggermente superiore. E, in Formula 1, la qualifica conta tanto. Alla fine dell'anno è fondamentale: se fai più pole position del tuo avversario, vinci il Mondiale.