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Hamilton frena: «Mercedes in vantaggio? Non lo sappiamo»

Alcune analisi parlano di tre decimi di margine sul passo gara, altre addirittura di un secondo. Ma i campioni del mondo in carica preferiscono la cautela

Lewis Hamilton al volante della sua Mercedes durante i test di Barcellona
Lewis Hamilton al volante della sua Mercedes durante i test di Barcellona (Mercedes)

ROMA – Per ora c'è solo un grosso, enorme punto interrogativo. «Non abbiamo potuto capire molto da delle prove compiute con queste temperature», mette le mani avanti l'ingegnere della Mercedes Andy Shovlin. E se non ci hanno capito nulla nemmeno loro (o almeno, questo è quello che dichiarano a microfoni accesi), figuriamoci gli altri. L'unica certezza, per ora, è quella che la Freccia d'argento non ha mai spinto al massimo, in nessuno degli otto giorni di test pre-campionato a Barcellona: non solo non ha compiuto neppure un giro da qualifica, ma non ha nemmeno ordinato un treno delle nuovissime gomme hypersoft, le più veloci di tutte. Paura del confronto, eccessiva sicurezza o volontà di non scoprire in anticipo le proprie carte? Anche sui motivi di questa scelta, al momento, possiamo solo tirare a indovinare.

Vietato cantar vittoria
In compenso, la scuderia campione in carica non è certo rimasta con le mani in mano, durante le due settimane di prove, anzi: si è dedicata a lunghe simulazioni di gara, mettendo in mostra un passo già preoccupante per tutta la concorrenza. Un'analisi condotta con il Gps dalla Renault avrebbe evidenziato un chiaro vantaggio di tre decimi al giro della monoposto tedesca su tutti gli altri, qualche altro osservatore ha giurato che il margine sarebbe nettamente superiore, addirittura vicino al secondo. Una versione che il pilota Valtteri Bottas respinge al mittente: «Di sicuro non abbiamo un secondo di vantaggio sugli avversari, neanche per sogno – ha ribattuto il finlandese – Ma le nostre simulazioni di gara sono state molto positive. Nelle prove c'è tempo di fare molto giri, provare diverse soluzioni, trovare il feeling con le gomme e la macchina. Che mi sembra decisamente migliorata, sia sulla maneggevolezza che sul comportamento e sul bilanciamento generale. Per quanto ci riguarda, la nostra velocità sul giro secco è un'incognita, perché non abbiamo sentito la necessità di spingere al massimo. Ma lo scopriremo entro un paio di settimane, quando adotteremo la messa a punto da qualifica. Finora ci siamo concentrati sul nostro lavoro, piuttosto che sul cronometro».

Vince la pretattica
Insomma, la Mercedes insiste sulla sua linea, procedendo in sordina, sotto traccia, senza attirare l'attenzione. Tanto da rifiutare il confronto con i tempi record staccati dalla rivale diretta Ferrari. «Non so se il loro sia stato un buon tempo o no, e comunque non mi interessa – ha commentato Lewis Hamilton – Sono solo dei test. Per quanto ci riguarda non abbiamo mai girato con poca benzina, perciò non ho ancora idea di quanto forte possa andare questa monoposto». E alle parole del team principal Wolff secondo cui l'ultima nata della casa della Stella a tre punte si sarebbe già rivelata meno «diva», meno capricciosa della precedente nella messa a punto, lui risponde: «Lo ha detto Toto, non io. Ma lui non ha mai guidato la macchina...». Se cautela emerge dal box argentato, lo stesso vale comunque anche per la Rossa di Maranello, che alcuni danno già per favorita per la pole position nel Gran Premio inaugurale in Australia: «Non lo so! – ha sorriso Sebastian Vettel – Ovviamente quello è il nostro obiettivo, ma non è ancora giunto il momento decisivo. La Mercedes è sembrata molto forte in tutte e due le settimane di test. Sono davanti, ma non si può mai dire su cosa stiano lavorando davvero gli avversari». Grattacapi particolari, tuttavia, non sembrano essercene per il Cavallino rampante, anche se qualcuno ha visto degli sbuffi di fumo mentre la SF71H girava in pista: «L'abbiamo studiato approfonditamente e non abbiamo riscontrato alcun problema, anche se le foto sono spettacolari».