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Marquez non teme la super-Ducati: «Conta il passo gara»

Dai primi test pre-campionato in Malesia emerge apparentemente la Desmosedici come moto da battere. Ma il campione del mondo in carica ostenta sicurezza

Marc Marquez scende dalla sua nuova Honda 2018 al termine dei test di Sepang
Marc Marquez scende dalla sua nuova Honda 2018 al termine dei test di Sepang (Michelin)

SEPANG – Lo indica la classifica finale e lo sostiene anche Valentino Rossi: dopo i primi test pre-campionato della MotoGP 2018 a Sepang, la moto da battere sembra la Ducati. Eppure il campione del mondo in carica Marc Marquez ostenta sicurezza, e non vuole farsi vedere preoccupato dalla competitività della concorrenza. «Qui a Sepang Jorge e la Ducati vanno sempre forte, lo sappiamo – scuote le spalle a fine giornata – Come del resto molti altri piloti, succede lo stesso ogni anno. Ma la cosa più importante è mettere le basi per il Gran Premio inaugurale in Qatar, a partire dal passo gara. E oggi il mio era buono, sono contento».

Il risultato non conta
Il Cabroncito è stato infatti lo stakanovista di giornata, percorrendo ben 75 giri, di cui quindici consecutivi per la sua simulazione di gara svolta attorno alle tre del pomeriggio, quando la temperatura della pista era ai suoi massimi. Non c'è dunque da stupirsi se il suo crono, stabilito nei primissimi giri della mattinata, è stato buono per piazzarlo appena al settimo posto. «Prima tenevo sempre d'occhio il monitor dei tempi e andavo all'attacco – spiega il catalano – Poi, con gli anni, ho modificato la mia strategia, dedicando più tempo alle simulazioni di gara, a ricercare l'assetto ideale. Insomma, rischio solo quando mi sento pronto a farlo. Ovviamente voi guardate tutti la classifica, ma noi non abbiamo cercato il tempo veloce, abbiamo invece provato tante soluzioni sulla moto».

Supplemento d'indagine
Più che sul cronometro, dunque, Magic Marc ha preferito concentrarsi oggi sullo studio della sua nuova moto. Decidendo fra l'altro di scartare l'innovativa carena che aveva provato ieri, ma che secondo lui richiede ancora una sostanziale modifica di assetto prima di poter essere valutata: «Dobbiamo controllare di nuovo la nuova aerodinamica e su un altro circuito, per essere sicuri di prendere la decisione giusta – conclude il sei volte iridato – D'altro canto credo che abbiamo svolto un ottimo lavoro sul motore, anche se la messa a punto non è ancora al 100%. In generale credo che io, Dani e Cal abbiamo lavorato in strade leggermente diverse e questo ci ha permesso di raccogliere molte informazioni che saranno utili per permettere alla Honda di preparare una buona base».