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Honda, il miglior tempo non basta: «Si lavora sul motore»

Più che sul primato di Dani Pedrosa nella prima giornata di test pre-campionato, la casa di Tokyo si concentra sullo sviluppo in corso del suo prototipo 2018

Dani Pedrosa in azione sulla sua Honda nei test di Sepang
Dani Pedrosa in azione sulla sua Honda nei test di Sepang (MotoGP)

SEPANG – La Honda inizia il 2018 allo stesso modo in cui aveva concluso il 2017: in testa. Davanti a tutti, al termine della prima giornata di prove ufficiali pre-campionato, c'è lo stesso che vinse il Gran Premio conclusivo della passata stagione: Dani Pedrosa. Anche se ha dovuto aspettare che l'asfalto si asciugasse e si gommasse, dopo gli acquazzoni tipici della Malesia che avevano compromesso la mattinata, per piazzare la sua zampata. 1:59.427, proprio al penultimo dei 56 giri che ha percorso in totale oggi. «Ovviamente è positivo iniziare i test con il miglior tempo, e di questo sono contento – commenta il catalano – C'è stata un po' di pioggia in mattinata e quindi abbiamo avuto la possibilità di percorrere qualche giro con le gomme da bagnato, con cui mi sono trovato a mio agio fin da subito. Nel pomeriggio, quando la pista si è asciugata, l'asfalto migliorava giro dopo giro e questo ci ha dato indicazioni importanti sulle tante modifiche che dovevamo provare».

Tre moto per tre piloti
Nel box della Honda ufficiale c'erano sia i prototipi delle nuove moto, ma anche i vecchi modelli, per permettere un confronto diretto. Lo stesso compito affidato al pilota satellite Cal Crutchlow (che si è tra l'altro guadagnato il poco commendevole record di primo dell'anno a cadere, verso metà turno), con il team Lcr. «Avevamo tre moto in pista qui, con lo stesso assetto ma motori diversi – spiega ancora il leader di giornata – In pratica abbiamo lavorato sul pacchetto del propulsore, cercando di raccogliere più informazioni e sensazioni possibili su ciascuna diversa specifica. Questa è una delle aree più importanti sulle quali ci concentriamo per questi test. Ci sono ancora dei punti su cui lavorare per capirne di più, e ci serve anche girare di più con le gomme usate, visto che oggi non abbiamo fatto simulazioni di gara. Insomma, è ancora presto, ma per ora il feeling è buono».

Buone sensazioni
Una domenica di lavoro duro e produttivo, insomma, quella dei campioni del mondo in carica: anche per Marc Marquez, che pure con il suo assalto finale non è riuscito ad andare oltre il settimo posto assoluto. «La giornata in cui risali in moto dopo l'inverno è sempre impegnativa per tutti – ammette il Cabroncito – perché devi ritrovare il ritmo e riabituarti a guidare, specialmente su una pista complicata come questa. Ciò detto, sono piuttosto contento di come abbiamo iniziato, perché abbiamo lavorato su tre moto diverse con motori diversi, uno dell'anno passato e due con specifiche differenti. Quindi è stata una sessione intensa, in cui abbiamo dovuto adattare molti dettagli, e questo è normale: ma finora sembra che il nuovo motore sia migliore. Ovviamente abbiamo altri due giorni di tempo per migliorare l'assetto e continuare a lavorare sul propulsore, sull'elettronica, sull'aerodinamica e così via. Era solo il primo giorno, ma il feeling e il ritmo sono già stati positivi».