Motori | 24 Ore di Daytona

Schianto e ritardo, qualifiche toste per Alonso: «Ma conta poco»

Al mattino l'incidente, al pomeriggio nove decimi di distacco dalla vetta. Non è stata una giornata facile quella che ha deciso la griglia di partenza della 24 Ore

Fernando Alonso nel paddock di Daytona con il suo compagno di squadra Paul di Resta
Fernando Alonso nel paddock di Daytona con il suo compagno di squadra Paul di Resta (Imsa/Lat)

DAYTONA – Non è stata una giornata facile per Fernando Alonso quella delle qualifiche della 24 Ore di Daytona. È cominciata con un incidente di cui è stato protagonista il suo compagno di equipaggio Phil Hanson, che gli ha impedito di scendere in pista durante le prove libere, ed è proseguita con il tredicesimo posto assoluto. Il due volte campione del mondo di Formula 1 ha migliorato costantemente i tempi nel corso delle prove ufficiali, ma non ha mai infastidito i leader, chiudendo a nove decimi dal poleman Renger van der Zande. «Sapendo che si tratta di una gara di 24 ore, probabilmente questa è stata la qualifica meno importante della mia vita finora – ha commentato – Normalmente ho 60 o 70 giri di tempo per rimontare dalla mia posizione in griglia di partenza, domenica avrò 24 ore. Le qualifiche non sono state il momento chiave di questo weekend, spero».

Sfida impari
Il pilota spagnolo ha pagato anche l'handicap tecnico della sua Ligier di classe Lmp2 rispetto ai più veloci prototipi di categoria Dpi. Ma in compenso è riuscito a staccare di quasi 1.2 secondi la vettura gemella affidata all'altro ex pilota di F1 e nipote d'arte Bruno Senna. «Penso che sia stata una buona sessione per noi, è stato bello finalmente poter compiere qualche giro senza traffico, al contrario delle prove libere – ha raccontato l'asturiano – Così ho migliorato ancora il mio adattamento alla macchina. Sono stato felice dei miei giri e più o meno anche del bilanciamento. Dobbiamo ancora migliorare un po' per trovare maggior velocità in generale, ma penso che abbiamo svolto un buon lavoro. Sono felice di essere stato il più veloce dei piloti Ligier con un bel vantaggio, perché nel nostro team abbiamo ottimi piloti, come Bruno Senna, il campione del mondo in carica in classe Lmp2, che è nell'altra macchina. Mi sono sentito competitivo e abbiamo ottenuto il massimo».

A scuola di endurance
Da questo suo primo tentativo con una corsa di endurance, insomma, l'ex ferrarista non pretende un risultato brillante: piuttosto, la chance di fare esperienza in vista della sua futura probabile partecipazione ad un'altra 24 Ore ancora più prestigiosa, quella di Le Mans. «Sapevo già prima di venire qui che il pacchetto di cui disponiamo non è il più veloce – ha ammesso Nando – Ma allo stesso tempo penso che questa sia una gara sufficientemente lunga da recuperare la nostra mancanza di prestazioni. Siamo un team nuovissimo, con due debuttanti in macchina, Lando Norris e io, e abbiamo molto da imparare. Non avere la pressione di essere super-competitivi e super-veloci è positivo: vogliamo fare esperienza per imparare, è una gara di apprendimento e di preparazione, se un giorno volessi tentare la 24 Ore di Le Mans. Devo rispettare quella gara e questa, so che ci sono molti miei avversari più esperti e preparati di me: quindi, se voglio raggiungere il loro livello, questo weekend rappresenta l'opportunità perfetta. Allo stesso tempo alcuni dei migliori piloti della Lmp2 dell'anno passato sono un po' indietro rispetto a noi, perciò andare così forte in qualifica è stata una sorpresa per noi».