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Rossa russa: alla Ferrari arriva un nuovo pilota... che viene dal freddo

La già nutrita pattuglia del Cavallino rampante si arricchisce di un altro nome: quello di Daniil Kvyat, ex Red Bull e Toro Rosso, che guiderà al simulatore

Daniil Kvyat ai tempi in cui correva per la Toro Rosso
Daniil Kvyat ai tempi in cui correva per la Toro Rosso (Red Bull)

MARANELLO – La famiglia della Ferrari in Formula 1 si arricchisce con un nuovo arrivo: il russo Daniil Kvyat è stato nominato «development driver», ovvero pilota di sviluppo. Per la Rossa si occuperà soprattutto delle prove al simulatore e potrebbe anche scendere in pista in occasione di qualche test, anche se quest'ultima eventualità non è ancora stata confermata. Il 23enne, nato in Russia ma con un lungo passato in Italia ai tempi del karting, tanto da aver vissuto anche a Roma con la sua famiglia, debuttò nel 2014 con la Toro Rosso, per essere poi promosso l'anno successivo in prima squadra, la Red Bull, come sostituto proprio di Sebastian Vettel, emigrato a Maranello. Ma i suoi risultati deludenti hanno successivamente portato prima alla sua retrocessione, nuovamente al team di Faenza, poi al suo allontanamento totale dal gruppo dei Bibitari. Kvyat aveva tentato di rimanere nel circus, proponendosi per l'ultimo sedile disponibile come titolare, quello della Williams, ma essendo stato superato nella corsa sia dal connazionale Sergey Sirotkin (ora il favorito) che dall'esperto Robert Kubica, ha preferito puntare su questo posto più sicuro, anche se non gli consentirà di correre i Gran Premi.

Panchina lunga
Per il Cavallino rampante si tratta di un acquisto di peso, soprattutto per l'esperienza che l'ex pilota della Red Bull ha accumulato nel corso degli anni, nonché per i segreti della squadra delle Lattine di cui è venuto a conoscenza e che potrà ora condividere con i suoi nuovi datori di lavoro. Si tratta tuttavia di una pedina in più da inserire in un mosaico già particolarmente ricco: a parte i titolari Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen, e i giovani della Ferrari Driver Academy, infatti, la Scuderia ha a libro paga già altri due collaudatori, Charles Leclerc e il nostro Antonio Giovinazzi. E se il monegasco, campione in carica della Formula 2, è stato girato alla Alfa Romeo Sauber per farsi le ossa disputando questo Mondiale, Bon Giovi si è dovuto invece accontentare del ruolo di tester, eventualmente anche in prestito alle due squadre satellite, quella del Biscione e l'americana Haas. L'arrivo di un altro concorrente interno come Kvyat rischia dunque di ridimensionare la posizione del 24enne di Martina Franca e di allontanarlo ulteriormente dal suo sogno di diventare un giorno pilota titolare in F1 (magari proprio alla Ferrari). Forse è proprio per questo che il talentino italiano sta cercando nuovi lidi, e il prossimo 14 gennaio debutterà al volante di una Formula E nei test riservati agli esordienti nel campionato per monoposto elettriche.