Motori | Mercato piloti MotoGP

Marquez e Valentino Rossi già al centro del mercato piloti 2019

Ad una stagione relativamente tranquilla sul fronte delle trattative ne seguirà una che si preannuncia molto calda. E allora proviamo già ad anticipare alcuni degli scenari possibili

Marc Marquez e Valentino Rossi
Marc Marquez e Valentino Rossi (Red Bull)

ROMA«Quest'anno ci sarà da divertirsi», si sfregava le mani pochi giorni fa Carlo Pernat davanti ai microfoni del nostro Paolo Beltramo, nell'intervista esclusiva che ha concesso al Diario Motori. E, trattandosi del decano dei manager del motociclismo, è facile capire che, quando pronunciava queste parole, non si stava riferendo soltanto allo spettacolo che ci aspetterà in pista nel prossimo Mondiale, ma anche (e, forse, per lui soprattutto) a quello che accadrà fuori, nel paddock. Al mercato piloti, in pratica. Già, perché se il 2017, su questo fronte, è stata una stagione relativamente tranquilla, visto che i piloti migliori dei team migliori erano blindati da contratti biennali, quella che verrà si prospetta invece particolarmente accesa, proprio perché tutti i matrimoni saranno in scadenza. Giochiamo d'anticipo, allora, e proviamo ad azzardare qualche ipotesi sulle trattative più calde che potrebbero animare i prossimi mesi.

Marquez e le sirene Ktm
Non possiamo che cominciare dal fuoriclasse che ha vinto quattro degli ultimi cinque titoli iridati, e che proprio per questo è il sogno proibito di qualsiasi scuderia: Marc Marquez. Il suo manager Emilio Alzamora ha già messo le mani avanti: «Lui non dimentica mai che la Honda è stata l’azienda che gli ha dato l’opportunità di debuttare, vincere e conquistare il titolo della MotoGP. Per Marc, la Honda sarà sempre la prima opzione». La prima, sì, ma non l'unica. Ci affidiamo di nuovo alle dichiarazioni che ci ha rilasciato Pernat: «Un pilota, lo dice la storia, deve vincere i titoli con due marche, non con una. Al suo passaggio in Ktm, che si sussurra da un po', io ci credo. La casa austriaca, dove mette le mani, normalmente fa bene: hanno i soldi e sono bravi. Supponi che a maggio la moto vada bene, arriva Mr Mateschitz della Red Bull e vuoi che non metta lì 20 milioni all'anno, butto lì una cifra...». Una sfida inedita che potrebbe proiettarlo ancora di più nella leggenda del Motomondiale, la moto ultima arrivata ma in crescita esponenziale, e soprattutto l'ingaggio più ricco di tutti sarebbero insomma stimoli sufficienti per convincere il Cabroncito al clamoroso cambio di casacca.

Valentino Rossi rinnova, Vinales in Honda, Zarco in Yamaha
L'altro nodo da sciogliere riguarda il rinnovo di Valentino Rossi, ma anche su questo punto gli indizi non mancano. Negli ultimi giorni il Dottore si è lasciato scappare prima che «il ritiro mi fa paura», poi che «non ho intenzione di abbandonare a breve». Insomma, pare proprio di capire che il fenomeno di Tavullia si stia orientando verso l'ennesima firma con Yamaha, fosse anche solo per una stagione. E, anzi, il solito Pernat giura che «abbia già firmato un pre-contratto con la benedizione di Ezpeleta». E il suo compagno di squadra? Potrebbe non essere più Maverick Vinales, visto che proprio lui sarebbe il primo candidato della Honda per sostituire Marc Marquez. Al suo posto, scalpita già Johann Zarco, che con la M1 vecchia di un anno si è laureato miglior debuttante e ritiene (a buon diritto) di essersi dunque meritato la promozione nella squadra ufficiale. Anche perché, in caso contrario, la Yamaha rischierebbe seriamente di farsi soffiare sotto il naso il talentino francese. La stessa Ktm ha già messo furbamente in chiaro che «non posso pensare a nessuno di più adatto a noi che Zarco – ha spiegato l'amministratore delegato Stefan Pierer alla rivista austriaca Speedweek – È il pilota a cui stiamo pensando più seriamente». Che sia un semplice piano B rispetto all'ipotesi Marquez, un suo eventuale compagno di squadra per comporre un autentico dream team, oppure una boutade per mettere pressione agli avversari, di certo questa dichiarazione spingerà seriamente la casa di Iwata a blindare il due volte campione di Moto2.

Ducati blindata
Abbiamo lasciato in coda le sorti della Ducati. Qui c'è uno Jorge Lorenzo che ha il disperato bisogno di giustificare il fiume di soldi speso dalla Rossa per assicurarselo: ma anche ammettendo che i risultati all'altezza non arrivassero nemmeno nel 2018, è difficile immaginare che se ne torni con la coda tra le gambe in Yamaha come fece Valentino Rossi dopo il suo biennio a Borgo Panigale. Più intrigante, invece, l'ipotesi che ad andarsene sia il suo compagno di squadra Andrea Dovizioso, che con l'esplosione nell'annata appena conclusa ha attirato su di sé le attenzioni di tutto il paddock. A lui si è interessata la Honda: «Non è un segreto che l'anno scorso, quando c'era la possibilità che Pedrosa lasciasse la squadra, abbiamo parlato con Dovi – ha rivelato l'allora team principal Livio Suppo – Lui ci piace, conosciamo il suo valore, sappiamo che è un buon pilota, anche se come tutti quanti non ci aspettavamo che disputasse una stagione del genere. Ma al momento non c'è niente sul tavolo». E pure la Yamaha ha annusato l'aria: «Ho grande rispetto per Andrea Dovizioso – ha ammesso il boss Lin Jarvis – Noi lo abbiamo conosciuto quando corse con il nostro team satellite, la Tech 3: è uno dei ragazzi super in questo paddock, e sono molto contento che sia riuscito ad ottenere tutti questi successi durante l'anno. Ma su una trattativa con noi, onestamente non c'è niente di vero. Penso che la scelta migliore per il suo futuro sarebbe quella di restare in Ducati». Dopo aver sofferto per anni per la crisi della Desmosedici, insomma, ora il forlivese può godersi il suo binomio finalmente vincente. Magari pretendendo un cospicuo aumento di stipendio, che si è meritato: «Se parliamo di trattative per il 2019, ovviamente la situazione cambia – ha chiarito il responsabile del progetto MotoGP Ducati, Paolo Ciabatti – Il potere di negoziazione dipende dai risultati, quindi dopo aver vinto così tante gare quest'anno, la sua posizione ne uscirà rafforzata al momento in cui dovrà trattare con noi il rinnovo del contratto. È ancora un po' troppo presto per parlarne, ma sono sicuro che quando arriverà il momento dovremo considerare che ha già vinto sette Gran Premi con la Ducati, e speriamo che non si fermi qui!».