Motori | Rally di Monza

Capello al Diario Motori: «Alla fine Valentino Rossi ha battuto il mio record»

Con il sesto successo di ieri, il Dottore ha superato i cinque di Dindo al Rally di Monza: «In quella gara può andare più forte di tutti. Quando smetterà con le moto, ha davanti 10 anni in auto»

MONZADindo Capello, dopo tanti anni il tuo record di vittorie al Rally di Monza è stato battuto, ma da un nome glorioso: Valentino Rossi.
Dopo tanti anni, è logico. L'unica speranza di mantenerlo era continuare a correre ma, da quando ho smesso l'attività di pilota professionista, era difficile pensare di salire in macchina una volta ogni dodici mesi e poter vincere. Insomma, sapevo che questo record poteva essere battuto. Ma onestamente non pensavo che questo sarebbe stato l'anno del sorpasso: quando ho visto, a una prova dalla fine, che Bonanomi aveva quel vantaggio, davo già per scontato che il rally lo vincesse lui. Poi ha commesso un errore madornale e ha buttato via tutto, mentre Mikkelsen e Neuville hanno forato.

Speravi in quello che è stato un po' il tuo allievo, Marco Bonanomi?
Sì, poi con il mio stesso navigatore, Gigi Pirollo: sono io ad averli fatti conoscere. Sarei stato veramente contento se lo avesse vinto lui. A prescindere dal record, che non mi dà tanto fastidio avere perso: ormai era più un divertimento giocarmelo con Valentino.

Se pensi che tra i battuti da Vale ci sono Max Biaggi, Jorge Lorenzo, Casey Stoner... sei in buona compagnia!
Sicuramente sì! Faccio parte della lista dei battuti da Valentino, non so se è un bene o un male...

Contro di lui hai anche corso in molte edizioni. E lui non ha mai nascosto che gli piacerebbe correre in macchina a tempo pieno, in futuro. Tu, da vecchia volpe delle quattro ruote, come lo vedresti?
Odio queste polemiche assurde che si scatenano sui social ad ogni edizione del Rally di Monza, a volte anche da parte di tuoi colleghi giornalisti, che sostengono che sia impossibile che uno come Valentino possa battere gli specialisti. Ma questa è una gara anomala, che si disputa con macchine da rally, ma dove i professionisti di questa categoria hanno un vantaggio solo nelle prove più tortuose, mentre in quelle veloci la guida è diversa. E Vale, in queste condizioni, può essere superiore anche ai rallysti. Un anno mi ritrovai a correre nel team Skoda ufficiale a fianco del più grande di tutti, Colin McRae: gli diedero la macchina più veloce, quella a sei marce, che aveva sviluppato lui, io naturalmente accettai senza batter ciglio, ma il rally lo vinsi io e anche in scioltezza. Forse il pilota ideale per il Rally di Monza potrebbe essere Robert Kubica, che ha esperienze sia in Formula 1 che nel Mondiale rally.

Valentino ha recentemente ripetuto che gli piacerebbe correre la 24 Ore di Le Mans, proprio la «tua» gara. Ce lo vedresti?
Pur avendo una grande passione per i rally, lo vedo più adatto alle gare in pista, dove può far valere il bagaglio di esperienza che ha maturato in moto. Me lo confessava già anni fa, quando correvamo contro al Rally di Monza. All'epoca avrebbe voluto disputarla addirittura in squadra con me. Adesso è passato del tempo, ma la voglia gli è rimasta.

Ti chiese qualche consiglio?
Allora ci limitammo a chiacchierare. Ma un consiglio glielo do ora: sarebbe meglio che la prima 24 Ore la disputasse su una Gran Turismo, per poi passare solo successivamente ai prototipi. Ci vuole un po' di abitudine e di allenamento. Penso che, il giorno in cui deciderà di smettere con le moto, avrà ancora almeno dieci anni di carriera sulle quattro ruote davanti.

Diciamo che, lì a Le Mans, battere le tue tre vittorie assolute sarebbe più difficile...
Probabilmente sì! Ma la cosa più importante è che una seconda carriera di Valentino in auto potrebbe portare lustro alla categoria in cui decidesse di impegnarsi. Questo è innegabile.