Motori | Alfa Romeo in F1

Alfa Romeo: senza piloti italiani, ma con il ferrarista del futuro

Presentata al museo del Biscione di Arese la livrea bianco-rossa della monoposto che riporterà il marchio nel Mondiale. E i due piloti: c'è la speranza della Ferrari, Leclerc, ma non Giovinazzi

I due piloti Charles Leclerc e Marcus Ericsson con la monoposto Alfa Romeo Sauber
I due piloti Charles Leclerc e Marcus Ericsson con la monoposto Alfa Romeo Sauber (Alfa Romeo)

ARESE – Il ritorno in Formula 1 dell'Alfa Romeo è cominciato ufficialmente. Il progetto è stato infatti presentato oggi al museo del Biscione di Arese, nei pressi di Milano, alla stampa internazionale dal presidente della Ferrari Sergio Marchionne: «Nel gruppo tutti pensano che sia una grande figata. Festeggiamo un evento storico come il ritorno di Alfa Romeo nel massimo campionato automobilistico – ha dichiarato il manager italo-svizzero – Un momento importante per il nostro marchio e anche per tutta la F1, ma anche il segno tangibile di quanto il gruppo Fca ed io personalmente crediamo in questo sport. La F1 è un riferimento naturale per un marchio come Alfa. Le diamo il palcoscenico che le spetta, in quanto simbolo del miglior know how e della creatività italiana. Questo è un momento speciale per noi e per il Paese ed è un'altra tappa fondamentale nella storia recente del marchio. Si completa ultimo tassello importante: quello delle gare, che appartiene al nostro Dna e che può riportare in pista un marchio glorioso. La Sauber è una scuderia che si è sempre fatta valere, ed è attenta ai giovani». I costi dell'operazione «non andranno ad impattare sui numeri del gruppo Fca», che sta andando bene e «guadagnerà 7 miliardi di euro nel 2017 e 9 a livello operativo nel 2018».

Non c'è spazio per Bon Giovi
Il Cavallino rampante sarà parte integrante del progetto, fornendo i propulsori alla scuderia elvetica: «Avrà lo stesso sviluppo del motore Ferrari e, per ora, sarà anche marchiata Ferrari, poi vedremo nel 2019», conclude Marchionne. Si cambia denominazione e anche livrea: sarà quasi tutta bianca, ma con il cofano motore rosso e con la presenza evidente del marchio Alfa. Contestualmente è anche arrivato l'annuncio dei piloti: saranno il monegasco Charles Leclerc, campione uscente della Formula 2 e membro della Ferrari Driver Academy, e lo svedese Marcus Ericsson. E se per il primo non c'è nessuna sorpresa (anzi, qualcuno dice che la stagione di svezzamento in Alfa Romeo sarà propedeutica alla promozione in Ferrari nel 2019 al posto del pensionando Kimi Raikkonen), la conferma di Ericsson, che non ha ottenuto nemmeno un punto negli ultimi due Mondiali, rappresenta invece un contentino alla proprietà della squadra, che viene proprio dalla Svezia. Peccato che a farne le spese sia il nostro Antonio Giovinazzi, quest'anno terza guida della Rossa di Maranello, che aveva sperato fino all'ultimo di essere promosso titolare, dopo aver fatto il suo debutto a inizio campionato proprio in Sauber come sostituto dell'infortunato Pascal Wehrlein, ma si dovrà accontentare invece del ruolo di riserva.

Minaccia di lasciare
Alla presentazione hanno partecipato anche il patron del circus Chase Carey e il presidente della Federazione internazionale dell'automobile, Jean Todt: «Questo è un marchio storico e la decisione di tornare in Formula 1 è molto importante per il nostro mondo. Sauber e Alfa Romeo saranno il quarto costruttore del Mondiale: sarà sicuramente una bella sfida, sono convinto che sarà vincente e la seguirò con orgoglio e piacere». E, a margine, Marchionne ha ribadito anche il rischio che la Ferrari lasci la Formula 1: «Stiamo dialogando – ha commentato – C'è tempo fino al 2020 per trovare una soluzione che sia di beneficio per la Ferrari. La minaccia di far uscire la Ferrari dalla F1 è seria. L'accordo di Alfa Romeo con Sauber, infatti, scade nel 2020-2021, proprio quando la Ferrari potrebbe uscire. Dobbiamo trovare una soluzione per il bene dello sport ma dobbiamo anche essere chiari su cosa non si può mollare».

(da fonte Askanews)