MotoGP | Test Valencia

Morbidelli, che tipo: neanche il debutto in MotoGP lo scuote!

«Uno dei giorni più belli della mia vita», dichiara il romano, campione uscente di Moto2, alla fine del suo primo test in classe regina. Ma senza troppo entusiasmo: non è nel suo carattere

Franco Morbidelli nel box del team Marc Vds durante i test di Valencia
Franco Morbidelli nel box del team Marc Vds durante i test di Valencia (Michelin)

VALENCIA«Sì, è andata proprio come mi aspettavo: è stato uno dei giorni più belli della mia vita», chiosa sorridendo Franco Morbidelli al termine del suo primo test in MotoGP. Peccato che dalla sua voce traspaia lo stesso entusiasmo di chi ha appena vinto due euro al gratta e vinci. È fatto così, il nostro Morbido: l'esplosività non rientra certamente tra le doti più evidenti del suo carattere. Il talento e la velocità, in compenso, ovvero quelle caratteristiche che in sella contano di più, non gli mancano proprio: «A parità di moto, ho girato solo tre decimi più piano di Tito Rabat. Non male...».

Passo dopo passo
Il primo incontro tra il neo campione del mondo di Moto2 e la Honda del team Marc Vds con cui correrà il prossimo Mondiale della classe regina si è concluso con il diciottesimo posto, a due secondi e mezzo di distacco dal migliore: «Ma me la sono presa con calma – rivela – Dovevo capire la moto, le traiettorie. Non sono andato fortissimo: sono entrato con un assetto molto conservativo, per imparare. Sono partito da zero, ma ho voluto subito provare a guidare la MotoGP come va guidata. Ho fatto tanti giri, soprattutto stamattina, ma devo ancora abituarmi, trovare il limite delle gomme, da cui sono ancora lontano. Posso migliorare in tutto: frenata, accelerazione e percorrenza. Stasera mi riguarderò i video per studiare cosa fanno gli altri piloti».

Primo giorno di scuola
Il pilota italo-brasiliano, romano di nascita ma tavulliese d'adozione, non si è però fatto trovare impreparato alla promozione dalla categoria di mezzo: «Tecnicamente è andato tutto secondo le aspettative, sono sincero – prosegue Franky – Dalla potenza alla frenata, ma con più impennata di quanto pensassi: quello è l'aspetto più difficile da controllare, per non perdere troppo in accelerazione, e durante la percorrenza di un giro si sente molto. Invece, a guidare senza frizione mi sono abituato subito, perché è molto più facile, così come al cambio che funziona come un organo». Per porsi degli obiettivi in vista della stagione è ancora decisamente troppo presto: «Sto improvvisando, navigo a vista e vedo come va. Al resto penserò più in là. Per ora mi godo questo mondo». Senza esagerare, però!