Motori | Rinascita Ferrari

La Ferrari guarda già al 2018: «Saremo più forti»

Il momento di leccarsi le ferite per le disastrose trasferte asiatiche che hanno compromesso il Mondiale è già passato. Ora sia il pilota Kimi Raikkonen che il team principal Maurizio Arrivabene pensano al riscatto nella prossima stagione: «Quest'anno siamo andati nella direzione giusta, non siamo inferiori alla Mercedes»

Kimi Raikkonen al box della Ferrari
Kimi Raikkonen al box della Ferrari (Ferrari)

ROMA – Non matematicamente, ma sostanzialmente sì, il sogno del Mondiale 2017 per la Ferrari si è infranto contro il disastroso terzetto di gare asiatiche, che ha fatto volare a 59 punti il vantaggio di Lewis Hamilton in testa alla classifica piloti. Ma alla Rossa il tempo di leccarsi le ferite sembra già passato. Ora si comincia invece a prepararsi per la prossima stagione, con la consapevolezza di essere riusciti (affidabilità a parte) a raggiungere la rivale Mercedes sul fronte dello sviluppo tecnico. Lo ribadisce Kimi Raikkonen: «Ovviamente ci piacerebbe ottenere una doppietta ad ogni gara, ma il successo dipende da molte variabili e anche dagli avversari – ha sottolineato Iceman alla Gazzetta dello Sport – Quest'anno siamo chiaramente andati nella direzione giusta, svolgendo un buon lavoro durante l'inverno. E sono sicuro che saremo ancora più forti l'anno prossimo».

La forza del gruppo
Tra i punti di forza da valorizzare per il futuro c'è indubbiamente il rapporto tra il finlandese, riconfermato anche per la prossima stagione, e il suo caposquadra Sebastian Vettel: «Abbiamo un buon rapporto e questo ci aiuta ad affrontare i problemi e risolverli insieme a beneficio del team. Ci siamo conosciuti praticamente quando ha esordito in Formula 1 e siamo diventati amici. Ma ovviamente in pista vogliamo batterci». Ad appendere il casco al chiodo Kimi, che la prossima settimana compirà 38 anni e che ha già alle spalle ben 15 stagioni in Formula 1, non ci ha ancora pensato: «In genere non ho programmi nemmeno per la prossima settimana. Forse dopo mi metterò a correre nei rally per divertimento. La guida e la competizione sono gli unici motivi per i quali corro ancora in Formula 1. Ho ancora la sensazione di poter vincere delle gare e lottare per il campionato».

La spinta del boss
La stessa carica alla sua squadra l'ha suonata anche il team principal Maurizio Arrivabene, incontrando l'inviato di Striscia la notizia Valerio Staffelli che gli ha consegnato un enorme tapiro d'oro nella sede di Maranello: «Sono successe delle cose poco piacevoli, ma noi non ci arrendiamo – ha spronato i suoi ai microfoni di Canale 5 – Per vincere contro la Mercedes, che quest'anno abbiamo già battuto, devi solo spingere ancora di più. Non siamo inferiori a loro: la nostra macchina si è dimostrata molto, molto buona». Il Cavallino rampante riparte al galoppo, insomma, guardando sempre avanti.

Raikkonen con i suoi tecnici
Raikkonen con i suoi tecnici (Ferrari)