Formula 1 | Gran Premio di Singapore

Hamilton, che botta! «E chi se l'aspettava una Ferrari così?»

La notte più nera di tutte per la Mercedes: è solo la seconda volta negli ultimi tre anni e mezzo che resta fuori dalle prime due file della griglia di partenza. Proprio mentre il suo rivale Vettel azzecca una pole position cruciale, e forse inattesa dopo la crisi passeggera di ieri: «Per me sarà dura»

SINGAPORE – Le prove libere di ieri avevano deluso la Ferrari, e probabilmente illuso lui. Ma quando si è iniziato a fare sul serio, nelle qualifiche di stasera, a Lewis Hamilton è toccato un brusco risveglio: il suo diretto rivale nella volata mondiale, Sebastian Vettel, si è preso la pole position, mentre lui non è andato oltre la quinta piazza. Un pessimo deja vu, per la sua Mercedes: solo una volta, da quando iniziò il loro ciclo trionfale tre anni e mezzo fa, le due Frecce d'argento erano rimaste fuori dalle prime due file della griglia di partenza. Guarda caso, proprio qui a Singapore, nel 2015. Quando vinse la Ferrari di Vettel. «Beh, sapevamo arrivando qui che sarebbe stata difficile – ammette il campione anglo-caraibico – Ogni anno, generalmente, questo si rivela un circuito relativamente ostico per noi, ma oggi è stata particolarmente dura. Di sicuro non mi aspettavamo una Ferrari così forte, pensavo che la Red Bull sarebbe stata altrettanto veloce, ma restavo speranzoso. Ho tirato fuori tutto quello che potevo dalla macchina, tutto e anche di più, l'ho letteralmente strizzata fino in fondo. Ho tenuto duro, ma non credevo proprio che sarei stato così distante».

Buio pesto
Se la pista cittadina di Marina Bay si conferma dunque la bestia nera del team tedesco, la notizia peggiore per loro è che gli avversari italiani sono riusciti a ribaltare la loro monoposto nella notte. Cancellando la crisi passeggera di ieri e confermando il favore dei pronostici su un circuito molto simile a quelli di Montecarlo, Budapest e Melbourne, dove già ha trionfato quest'anno: «Non lo so, non so proprio da dove la Ferrari abbia sfoderato questa velocità – scuote ancora la testa Hamilton – È strano, di gara in gara la situazione tra le nostre due squadre è sempre diversa. Ma spero che nei prossimi Gran Premi torneremo forti». Guarda al futuro, Lewis, e non può fare altrimenti: perché sa bene che su un tracciato del genere partire arretrato può trasformarsi in un handicap insormontabile. «Questa è una pista pessima per superare, di solito si forma soltanto un lunghissimo trenino – ribadisce il tre volte iridato – Perciò sarà difficile. Un'opportunità ce l'avrò alla partenza, dove spero di superare almeno una delle due Ferrari, e poi forse mi darà una mano la strategia, magari se scenderà in pista la safety car, chissà. Sarà una corsa fisica, lunga, potenzialmente noiosa. Ma domani dovremo solo ragionare in prospettiva: è una maratona, non uno sprint. Questo è il metodo che cercheremo di adottare domani». Dovrà sperare in un miracolo, insomma, il buon Hamilton. Per non veder subito svanire quel vantaggio di tre punti in classifica mondiale a cui aveva appena fatto la bocca. Come un brutto sogno, nella notte più nera di tutte per la sua Mercedes.

Hamilton nell'abitacolo della sua monoposto
Hamilton nell'abitacolo della sua monoposto (Mercedes)