Formula 1 | Gran Premio di Singapore

Paura Mercedes: «Questo weekend la Ferrari è favorita»

Il trionfo di due settimane a Monza è ormai archiviato: nel circuito cittadino asiatico che ospiterà la gara di domenica, stretto e tortuoso, è l'agile SF70H a partire avvantaggiata. «Su questo terreno noi abbiamo avuto vita difficile, e ci aspettiamo una grossa sfida», ammette il team principal Toto Wolff

Lewis Hamilton ai box della Mercedes
Lewis Hamilton ai box della Mercedes (Mercedes)

SINGAPORE – Dimenticatevi il trionfo di Monza: la Mercedes, nel Gran Premio di Singapore, è destinata ad assistere a tutto un altro film. E non sono gli avversari ad affermarlo, ma lo stesso team principal delle Frecce d'argento, Toto Wolff. Memore delle batoste subite in due tracciati stretti e tortuosi come Montecarlo e l'Hungaroring, dunque simili a quello di Marina Bay che sarà teatro della prossima tappa iridata, infatti, il manager austriaco mette le mani avanti alla vigilia del weekend di gara appiccicando già l'etichetta di favorito sulle spalle della Ferrari. Pretattica? Difficile sostenerlo. Sulle piste in cui a fare la differenza non è la potenza del motore, ma l'agilità e il carico aerodinamico, una monoposto dal passo corto come la Rossa non può che partire avvantaggiata. Questione di filosofia di progetto, insomma: «Finora, quest'anno, abbiamo visto la bilancia pendere dall'una o dall'altra parte a seconda del tipo di circuito – analizza Wolff – Sulla carta, Singapore è il genere di pista che dovrebbe favorire sia la Ferrari che la Red Bull. Entrambe hanno messo in mostra ottime prestazioni sui tracciati lenti che richiedono il massimo carico aerodinamico, mentre noi abbiamo avuto una vita più difficile su questo terreno nel 2017. A volte, caratteristiche del genere fanno semplicemente parte del Dna di una vettura. Ciononostante abbiamo appreso molto dalle nostre difficoltà di Monaco, abbiamo migliorato significativamente il nostro livello di prestazione in Ungheria e abbiamo compiuto buoni progressi nella comprensione di ciò che ci serve per tirare fuori il massimo dal telaio. Il nostro obiettivo è quello di mettere insieme tutti i pezzi del puzzle e ottenere un buon risultato».

Brutti ricordi
Come se non bastasse, poi, già nelle passate edizioni il circuito cittadino della città-stato asiatica si è spesso rivelato la bestia nera dei campioni del mondo in carica. Wolff, infatti, ricorda bene la debacle di due anni fa, quando Lewis Hamilton e Nico Rosberg si qualificarono appena quinto e sesto e portarono a casa rispettivamente un ritiro e un quarto posto: uno dei punti più bassi toccati dalla corazzata teutonica nel corso delle sue cavalcate trionfali delle ultime stagioni. La vittoria di Rosberg dodici mesi fa ha dimostrato che, su questo punto, qualche miglioramento a Brackley è stato effettivamente raggiunto, ma in un Mondiale così combattuto e contro un avversario agguerrito come il Cavallino rampante, stavolta questo potrebbe non bastare: «Nel 2015, Singapore ci mise di fronte ad una delle esperienze più dolorose degli ultimi anni – ammette il boss – perciò ci siamo tirati su le maniche, abbiamo imparato la lezione e siamo riusciti a riscattarci con una grande vittoria lo scorso anno. Identificare chiaramente i nostri punti di forza e di debolezza è stato una delle nostre migliori capacità nelle scorse stagioni. Spingendo per crescere e rafforzarci in ogni area, abbiamo messo il dito nella piaga per comprendere le radici sia dei nostri buoni risultati che di quelli negativi. Questo è un circuito che abbiamo trovato difficoltà a interpretare con la sua combinazione di curve brevi e acute, rettilinei relativamente corti e asfalto sconnesso. Stavolta ci dirigiamo verso l'Asia aspettandoci una grossa sfida davanti a noi».