MotoGP | Gran Premio di San Marino

Marquez, l'azzardo paga. Dovizioso e Vinales usano la testa

Marc non pensa al campionato, anzi rischia di finire per terra per la seconda gara di seguito: invece gli riesce l'ennesimo capolavoro, che lo porta in parità (come punti e numero di vittorie) con Andrea. Il ducatista e Maverick, al contrario, preferiscono accontentarsi: non era giornata

Marc Marquez in azione sulla sua Honda durante il GP di San Marino
Marc Marquez in azione sulla sua Honda durante il GP di San Marino (Andrea Bonora/Diario Motori)

MISANO ADRIATICO«Se fossi caduto anche stavolta, avreste scritto tutti che non cambio mai. Ma questo è il mio stile, quello grazie al quale ho vinto cinque campionati. Cado perché spingo, ma sono ancora qui perché ci credo». È fatto così, Marc Marquez, divisivo per definizione. O lo ami o lo odi (ed evidentemente molti dei 96 mila spettatori sulle tribune di Misano si iscrivevano a questo secondo partito, visto che lo hanno fischiato sul podio: «Non è una bella sensazione, spero che i miei tifosi non lo facciano mai»). O finisce per terra facendo la figura del pollo, oppure tira fuori dal cilindro l'ennesimo capolavoro. Oggi è accaduto proprio questo. «Dopo la caduta di Silverstone era fondamentale recuperare – racconta il Cabroncito – Ma dovevo anche finire la gara, altrimenti il campionato si sarebbe messo male».

Rischio...
Eppure, quando negli ultimi giri di un Gran Premio fino a quel momento dominato dal nostro Danilo Petrucci, il campione del mondo in carica si è incollato ai tubi di scarico della sua Ducati, nella sua testa dev'essere scattato il solito interruttore che attiva quella geniale follia. «Per un attimo ho pensato ad accontentarmi del secondo posto, in ottica di campionato – sorride il pilota di Figueres – Ma poi ci ho ripensato meglio e ho attaccato, perché quei cinque punti potrebbero risultare decisivi a Valencia. A tre giri dalla fine avrei già potuto tentare il sorpasso, ma mi sono ricordato della mia scivolata nel warm up, che è stata d'avvertimento. Così ho preparato meglio il sorpasso e mi sono preso rischi solo nell'ultimo giro, quando mi sentivo più forte che mai. E ho spinto al massimo per scappare». Non poteva meritarsi di più il quarto successo dell'anno, che lo porta a pari merito sia come numero di vittorie che di punti in campionato (199) con Andrea Dovizioso.

Marquez in lotta con Andrea Dovizioso
Marquez in lotta con Andrea Dovizioso (Luca Clerici/Diario Motori)

...e prudenza
Dovi, al contrario, ha capito presto che oggi doveva vestire i panni della formichina. «Fin dai primi giri mi sono reso conto che non ne avevo, perché per qualche motivo mi mancava aderenza – ammette il ducatista forlivese – Non riuscivo a stare con Marc e Danilo e quindi ho fatto tira e molla per venti giri. Era una giornata in cui dovevo portare a casa più punti possibile ed evitare di cadere: in una stagione come questa, è la decisione giusta. Marc ha rischiato perché era competitivo, io no». Comunque per Desmodovi è arrivato il primo podio in carriera sulla sua pista di casa a Misano: niente male. Ed è un rsultato solido anche quello del terzo contendente al titolo Maverick Vinales, che porta a casa un quarto posto in condizioni da bagnato, dove solitamente non brilla. «Rispetto all'undicesimo posto delle qualifiche del Sachsenring, è stato un bel miglioramento – dichiara Top Gun – Con il telaio 2018 e l'elettronica abbiamo preso la giusta direzione, ma questo non basta, c'è ancora da lavorare. Sono contento della maneggevolezza, del comportamento della gomma anteriore, ma al posteriore avevo pochissima trazione, mi sembrava di accelerare sul ghiaccio. Il lato positivo è che ho perso soli tre punti dal leader». Ed ora è a meno sedici.

Corsa tris
Insomma, con Valentino Rossi costretto in infermeria e un opaco Dani Pedrosa solo quattordicesimo, anche i numeri sembrano ormai sancire definitivamente che questo Mondiale se lo giocheranno loro tre. «Più passano le gare e meno saranno i piloti in lizza, è normale – conferma Marquez – Ormai Dovi è forte su ogni pista e quindi con lui sarà una bella battaglia fino alla fine. Senza dimenticare Maverick che ora va forte anche sul bagnato». «Marc va molto forte, soprattutto sulla pista di Aragon dove andiamo a correre ora – ribatte Dovizioso – Ma noi abbiamo le nostre carte da giocarsi e il campionato è aperto». «Tre contendenti sono comunque tanti, non posso commettere errori e devo esserci», chiosa Vinales. Si attende solo il suono del gong, che darà il via al prossimo round. Tra sole due settimane...

Maverick Vinales davanti a Danilo Petrucci
Maverick Vinales davanti a Danilo Petrucci (Luca Clerici/Diario Motori)