Formula 1

Ferrari, il Mondiale non è perso: tutti i motivi per crederci ancora

La batosta di Monza ha fatto male. Ma il calendario ora propone piste amiche della Rossa e favorevoli anche alla guida di Sebastian Vettel. E sono in arrivo aggiornamenti tecnici importanti, soprattutto sul motore. La volata lunga sette Gran Premi si preannuncia tutta da giocarsi

Il cuore rosso Ferrari portato dai tifosi nell'invasione di pista a Monza
Il cuore rosso Ferrari portato dai tifosi nell'invasione di pista a Monza (Ferrari)

ROMA – Inutile nascondersi, la batosta ha fatto male. E per la sua entità, più ancora che per averla subita proprio nel giardino di casa. Oltre trenta secondi, al traguardo, hanno diviso Sebastian Vettel dal vincitore Lewis Hamilton: praticamente più di cinque decimi al giro di ritardo sul passo, contando anche che la superiorità delle Mercedes ha consentito loro di prendersela comoda, impostando una mappatura che non mettesse alla frusta il motore nel finale. Una disfatta, appunto. Eppure, lasciarsi prendere dal disfattismo sarebbe l'errore più grave che in questo momento si potrebbe commettere a Maranello. Il divario accusato domenica è stato superiore a quanto sarebbe stato lecito aspettarsi, è vero, ma il fatto che la Ferrari sarebbe stata costretta a inseguire in un circuito come Monza era invece ampiamente previsto. Il tempio della velocità italiano, infatti, sembrava disegnato apposta per favorire i tedeschi, con il loro motore superpotente, la loro aerodinamica efficiente e soprattutto il loro passo lungo, che taglia l'aria in rettilineo come una spada. Adesso, però, il terreno della sfida cambia, e le prossime piste in calendario non si prospettano altrettanto amiche della Stella a tre punte. Anzi.

Dalle macchine...
Si comincia da Singapore, tracciato cittadino e dunque tortuoso per eccellenza: proprio come Montecarlo e l'Hungaroring dove la Rossa ha portato a casa altrettante doppiette. Proprio grazie al suo passo corto che, al contrario, nelle lunghe sequenze di curve guidate risulta premiante. Una vittoria di Vettel nella città-stato, dunque, è fondamentale, per colmare subito quei tre punti di distacco che ora si ritrova in classifica mondiale. Poi arriverà una serie di gare in cui a fare la maggior differenza sarà invece il motore, ed è lì che il Cavallino rampante potrà sfoderare la sua seconda arma segreta: l'ultimo aggiornamento del suo V6 turbo. Se le Frecce d'argento si sono infatti giocate già a Spa la quarta e ultima evoluzione del propulsore concessa dal regolamento, la Scuderia attenderà invece la Malesia. A quel punto, si presume, lo sviluppo della parte termica sarà completato (comprese le prove di affidabilità, che si stanno compiendo in questi giorni, per non lasciare proprio nulla al caso): l'obiettivo è migliorarne la combustione per aumentare la potenza, ovviando così anche al nuovo limite sul consumo d'olio.

...ai piloti
La lunga volata iridata che durerà sette Gran Premi è destinata dunque a giocarsi sulle novità tecniche. Ma anche sulla guida: e il palmares dimostra come Sebastian Vettel ami particolarmente le tre trasferte asiatiche (oltre alle già citate Singapore e Sepang, anche Suzuka, il suo circuito preferito). Lewis Hamilton, al contrario, dovrebbe essere il pilota da battere in America (Austin e Messico), e poi i due potranno sparare le ultime cartucce, in sostanziale parità, in Brasile e ad Abu Dhabi. Insomma, la Ferrari ha ancora più di un motivo per giocarsi questo Mondiale di Formula 1. Basta crederci, fino alla fine.