Ogni piccolo miglioramento potrà decidere il titolo iridato

Tra Mercedes e Ferrari è scontro tecnico: il Mondiale se lo giocano gli ingegneri

Hanno iniziato le Frecce d'argento, portando a Barcellona una macchina rivoluzionata nell'aerodinamica e nel peso. Ma la Rossa ha subito risposto, dimostrando di aver risolto quei problemi di sviluppo che avevano tormentato le ultime stagioni. E questo è solo l'inizio

La Mercedes di Valtteri Bottas davanti alla Ferrari di Sebastian Vettel
La Mercedes di Valtteri Bottas davanti alla Ferrari di Sebastian Vettel (Mercedes)

ROMA – A scagliare la proverbiale prima pietra, nell'ultimo Gran Premio di Spagna, è stata la Mercedes. E non poteva essere altrimenti, visto che stavolta, dopo tre anni di dominio assoluto, è lei che si ritrova nella scomoda posizione di dover inseguire. Gli ingegneri delle Frecce d'argento hanno lavorato a lungo nel segreto dell'officina di Brackley e a Barcellona, in occasione della prima vera tappa europea della Formula 1, hanno svelato la loro arma, rinnovata e potenziata: un autentico capolavoro di micro-aerodinamica unito ad una significativa cura dimagrante per la W08. Un pacchetto di aggiornamento tecnico che, nelle previsioni della vigilia, sarebbe dovuto valere fino a sette-otto decimi di tempo guadagnato in ogni giro di pista. Gli esiti di questo sviluppo sono stati allo stesso tempo positivi e negativi: positivi perché in terra iberica Lewis Hamilton ha conquistato la pole position e la sua seconda vittoria della stagione, negativi perché la Ferrari non ne è uscita affatto con le ossa rotte. Seppur in maniera meno appariscente dei rivali tedeschi, infatti, anche a Maranello si è continuato a studiare come migliorare ulteriormente una macchina già nata bene fin dal principio. E l'obiettivo è stato centrato, visto che nella gara di domenica Sebastian Vettel si è giocato il successo ad armi pari con l'avversario ed è comunque riuscito a rimanere in testa alla classifica generale.

Fino all'ultimo dettaglio
Per la Rossa, insomma, il GP spagnolo ha dato la conferma che anche l'ultimo tallone d'Achille che aveva condizionato gli scorsi campionati, quello dello sviluppo in corso di stagione, è stato abbattuto. Per i campioni del mondo in carica, che il titolo iridato 2017 si giocherà su un'infinita e serrata battaglia alla ricerca della perfezione tecnica. «A Barcellona abbiamo dimostrato che iniziamo a capire come le gomme interagiscono con la macchina, e questo è positivo – ha analizzato a caldo il team principal Toto Wolff – Ma, secondo me, la corsa allo sviluppo tecnico durerà fino alla fine della stagione. Si tratta di comprendere come far funzionare meglio la vettura, come svilupparla meglio e prima della concorrenza, come aumentare il carico aerodinamico e migliorare il motore. Non si può lasciare indietro nessuno di questi aspetti. Per vincere il campionato quest'anno dobbiamo riuscire a fare un lavoro migliore di loro». Un lavoro che si gioca sui più minimi cavilli del progetto: «Prima di Barcellona abbiamo effettivamente cercato di aumentare l'efficienza aerodinamica e ridurre il peso, ma non stiamo parlando di cinque chili, come si è scritto – ha proseguito Wolff ai microfoni del quotidiano spagnolo El Mundo Deportivo – In Formula 1 è difficile compiere dei passi avanti così grandi: ci si limita a piccoli dettagli. Più che con i chilogrammi, lavoriamo con i grammi». Non si può lasciare davvero nulla di intentato: in gioco c'è un Mondiale.