26 giugno 2017
Aggiornato 20:30
I piloti della Honda e della Yamaha sparano i temponi e si nascondono

Marquez e Vinales, i due litiganti ad Austin. E il terzo, Valentino Rossi, gode

La vittoria negli Stati Uniti sembra già un affare privato tra gli spagnoli: il primo imbattuto su questa pista, il secondo da quando guida la Yamaha. Marc comanda al venerdì, Maverick è terzo. Ma il Dottore inizia meglio del solito

Marc Marquez, leader del venerdì ad Austin, esce dai box
Marc Marquez, leader del venerdì ad Austin, esce dai box (Michelin)

AUSTIN – Marc Marquez contro Maverick Vinales: dopo un solo giorno di prove libere, la lotta per la vittoria nel Gran Premio di Austin sembra già diventata una questione privata tra di loro. Tra i due giovani fenomeni, nati a due anni e pochi chilometri di distanza, che hanno incrociato le ruote in pista fin da quando disputavano le loro prime gare infantili in minimoto. Entrambi ancora imbattuti, ciascuno a suo modo: Marquez ha sempre dominato sulla pista texana, Vinales non ha ancora abbandonato la prima posizione da quando è salito in sella alla Yamaha. Chi avrà la meglio? Nel primo turno la bilancia sembrava pendere nettamente a favore di Maverick, che ha rifilato la bellezza di oltre mezzo secondo al rivale, che però non aveva montato le gomme nuove. «Al mattino ho provato a lungo due moto con due assetti diversi – racconta il campione del mondo in carica – uno simile a quello usato in Argentina, l'altro molto differente, per capire quale funzionava meglio su questa pista». Ed deve averlo capito bene, visto che puntualmente nella seconda sessione è stato lui a ripresentarsi in cima alla classifica: «Nel pomeriggio ho iniziato a sentirmi più a mio agio sulla moto e ho fatto un passo avanti anche con l'elettronica – ha proseguito – La base che abbiamo trovato è buona, ma ci sono alcune aree in cui dobbiamo lavorare ancora sodo, specialmente per migliorare il feeling con l'anteriore e il comportamento della moto sui sobbalzi. Il lato positivo è che siamo riusciti a provare tutte le gomme, anche quella morbida, e a vedere come reagiva la Honda».

Valentino Rossi nel box Yamaha in Texas
Valentino Rossi nel box Yamaha in Texas (Michelin)

Tre Yamaha nei primi quattro
Il capoclassifica iridato si è dovuto accontentare del terzo tempo, a quasi quattro decimi dal rivale e beffato anche dalla Yamaha satellite di Johann Zarco. Ma, stavolta, è stato lui a non montare la gomma morbida. Il confronto dei tempi, dunque, rimane molto provvisorio, e più significativa sembrano invece essere le buone sensazioni provate da Top Gun alla guida: «Era la mia prima volta qui ad Austin sulla M1 e mi sono trovato alla grande, la moto funziona benissimo – dichiara lui – Dobbiamo ancora lavorare sull'elettronica, ma in quanto all'assetto sono contento, funziona al 100%. Vado forte in tutti i settori, in particolare il primo e l'ultimo. Ovviamente dobbiamo continuare a impegnarci al massimo, specialmente in preparazione per gli ultimi giri della gara, ed è su questo che mi sono concentrato oggi, usando sempre le stesse gomme, che hanno retto bene, nonostante il posteriore scivolasse un po'. Sono felice e fiducioso: sono sicuro che potremo disputare un ottimo weekend». Una volta tanto, per essere venerdì, si sorride anche dall'altra parte del box Yamaha: Valentino Rossi, dopo il consueto inizio in salita, stavolta sembra avere trovato prima del solito il bandolo della matassa, tanto da aver centrato già oggi pomeriggio il quarto tempo assoluto, a poco più di tre decimi dal suo compagno di squadra. «Un inizio migliore rispetto a quelli delle prime due gare, che sono stati disastrosi – ha spiegato il Dottore – Questo è fondamentale per noi, perché non abbiamo cambiato molto la moto rispetto all'Argentina, ma al contrario abbiamo cercato di capire se quella messa a punto funzionava anche per questa pista, molto diversa. Già stamattina ero tra i primi dieci e non lontano dalla testa. Nel pomeriggio, poi, ho fatto un buon giro con la gomma morbida, e sono quarto. Sembra che potremo fare ancora qualche modifica, ma adesso capiamo meglio l'assetto di base. Dobbiamo ancora lavorare sul passo gara, in particolare la frenata, che qui è difficile, ma di sicuro abbiamo cominciato meglio. Dopo il Qatar mi aspettavo risultati migliori, invece in Argentina ho sofferto molto: lì abbiamo davvero modificato molto il bilanciamento della moto e ora ho una sensazione migliore. Secondo me abbiamo capito qualcosa di importante». È solo il primo giorno e gli spagnoli sono già avvisati