La prossima gara di Austin è già la sua ultima spiaggia

Ottavo a -37 punti: il Mondiale di Marquez è già finito? «Yamaha più forte»

La stagione 2017 di MotoGP è iniziata da soli due Gran Premi, ma il campione in carica non è ancora mai salito sul podio. Mai nessuno ha vinto il titolo dopo una partenza così: «Sento meno pressione dell'anno scorso, ma devo migliorare»

La caduta di Marc Marquez dalla testa dell'ultimo Gran Premio in Argentina
La caduta di Marc Marquez dalla testa dell'ultimo Gran Premio in Argentina (ANSA)

ROMA – Con la scivolata al quarto giro, mentre stava comandando la gara dopo essere partito dalla pole position, Marc Marquez non ha solo compromesso le sue chance di vittoria nel Gran Premio d'Argentina, ma forse anche quelle di difendere il suo titolo iridato. Dopo due Gran Premi, all'attivo del campione del mondo in carica ci sono un quarto posto e un ritiro: un bottino che lo posiziona appena all'ottavo posto in classifica generale, con 13 punti conquistati e ben 37 da recuperare dal capolista Maverick Vinales. I precedenti sembrerebbero condannarlo senza appello: da quando esiste la MotoGP, infatti, mai nessuno è riuscito a rimontare un passivo così pesante accumulato a inizio stagione fino a conquistare il Mondiale. «Eppure io sento molta meno pressione rispetto all’anno passato – sono le parole di Magic Marc, che riporta il sito specializzato internazionale Motorsport – Certo, Yamaha ha un ottimo pacchetto, molto completo. Noi, alla Honda, dobbiamo lavorare tutti insieme per trovare il modo di migliorare i nostri risultati. Stiamo ancora lavorando. In Argentina ad esempio nel warm up avevamo trovato una certa quadratura, ma poi in gara è successo quello che è successo e quindi tutto quanto di buono fatto nel weekend è stato cancellato. I due piloti Yamaha sembrano molto forti. Non solo Maverick, ma anche Valentino, che sembra soffrire in prova, ma poi in gara tira fuori il meglio».

Moto da migliorare
Se esiste qualcuno in grado di recuperare, però, quello può essere solo Marquez, l'ultimo pilota capace di dominare in lungo e in largo una stagione, nel 2014. Per farcela, però, deve ritrovare quello stesso tipo di forma, e deve riuscirci da subito. Fin dal prossimo Gran Premio di Austin, che da quando ha fatto il suo ingresso nel Motomondiale è stato sempre suo personale terreno di conquista, con un record perfetto di vittorie e pole position. Se nemmeno su quella pista amica riuscisse a rompere il dominio del suo miglior nemico Vinales, le ambizioni iridate del numero 93 potrebbero già a buon titolo ritenersi sfumate. «Dopo quello che è successo in Argentina devo migliorare – ha ammesso – La maggiore differenza è il motore ed è su questo punto che stiamo cercando di trovare un equilibrio. Il telaio è lo stesso, mentre la configurazione del propulsore è totalmente diversa e stiamo cercando di adattarlo alla geometria e all'elettronica. Non ci mancano le alette, davano un po’ più di accelerazione, ma stiamo meglio senza, per la nostra sicurezza».

Magic Marc in azione sulla sua Honda a Termas de Rio Hondo
Magic Marc in azione sulla sua Honda a Termas de Rio Hondo (Michelin)

Rivali conosciuti
Non è solo una questione tecnica, però. Oltre ad una moto superiore, la Yamaha può contare anche su una coppia di piloti ben assortita, capace al momento di dominare la graduatoria. Due campioni che Marquez conosce bene: Vinales per essercisi scontrato fin dagli inizi delle rispettive carriere in minimoto, Valentino Rossi, beh... «Con Valentino le battaglie sono sempre speciali: lui è molto forte nel corpo a corpo – ha proseguito al quotidiano sportivo spagnolo As – È un'icona, un punto di riferimento del motociclismo e fa cose da cui si può imparare molto, ma questo vale anche per Pedrosa e Vinales. Abbiamo una relazione professionale: si è calmato tutto e questo era molto importante, ora ci salutiamo senza problemi. Non dimentichiamo che siamo tutti compagni ma in pista siamo rivali e ognuno vuol stare davanti. Gli amici ce li ho 'en mi pueblo', tra la mia gente, anche se il tempo cura tutto». Senza dimenticare possibili outsider come la Ducati di Jorge Lorenzo: «Il passaggio di Lorenzo alla Ducati gli sta costando molto, però sono sicuro che a poco a poco si rialzerà. Stoner era un pilota incredibile e di grande talento. Non è il miglior compagno di squadra che si possa avere perché è molto veloce, ma mi piacerebbe o mi sarebbe piaciuto correre con lui perché il suo stile di guida è simile al mio». Insomma, siamo solo alla vigilia del terzo Gran Premio dell'anno, eppure per Marc Marquez è già arrivato il momento dell'ultima spiaggia.