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Di Battista: «Convocare Ghizzoni. Boschi mentì in Parlamento, abbiamo le prove»

Il deputato del M5s: «La sottosegretaria disse di non essersi mai occupata di banche. Ha mentito e deve andare a casa immediatamente!»

ROMA - Sit-in dei parlamentari del M5S davanti all'ingresso di Palazzo San Macuto dove è in corso la riunione dell'Ufficio di presidenza della commissione d'inchiesta sulle banche che dovrà stabilire il calendario delle prossime riunioni.«Il Movimento 5 Stelle pretende di audire Ghizzoni, ex ad di  Unicredit, perché abbiamo il diritto di fargli alcune domande», ha detto il deputato M5S Alessandro Di Battista chiedendo le dimissioni «all'istante» di Maria Elena Boschi.
«Il procuratore di Arezzo ha la stessa credibilità della Boschi: zero! Un manipolo di renziani ha colpito i risparmiatori. La Boschi in Parlamento disse di non essersi mai occupata di banche. Ha mentito e deve andare a casa immediatamente!» ha scritto Di Battista, su facebook.

Boschi produttrice seriale di fake news
«Maria Elena Boschi è una produttrice seriale di fake news. Prima ha mentito al Parlamento circa il suo coinvolgimento diretto negli affari della banchetta di famiglia. Poi, sulle sue pagine social, ha insistito nel sostenere che fu il suo governo a commissariare Etruria: una fesseria clamorosa, smentita dal Testo unico bancario, visto che è Bankitalia a predisporre quel genere di provvedimento e soltanto il Mef, non il governo nella sua collegialità, controfirma in via meramente formale». Lo osservano i membri M5S della commissione di inchiesta sul sistema bancario. «Anche oggi in audizione - rincarano - l'ex presidente delle quattro 'good bank' figlie della risoluzione del novembre 2015, Roberto Nicastro, ha confermato indirettamente le negligenze del governo Renzi e dei suoi predecessori che hanno lasciato marcire quegli istituti senza intervenire. E poi, nel caso di Etruria, hanno cercato di salvarli con una riforma ad hoc delle banche popolari, provvedimento sul quale esplose il conflitto di interessi del giglio tragico».

Importante risentire procuratore Rossi
«Avevamo proposto delle soluzioni più sostenibili per il salvataggio di quella situazione, per esempio con l'intervento del braccio volontario del Fitd che poi è stato usato su altri dossier bancari. Ma è evidente come, al tempo, il governo di Renzi, che aveva recepito la disciplina del bail-in appena pochi giorni prima senza battere ciglio, sottovalutò l'impatto delle sue decisioni sui piccoli risparmiatori», riflettono i portavoce Cinquestelle. «Per quanto riguarda il procuratore Rossi - concludono - sarebbe importante risentirlo. Le sue risposte sull'indagine che riguarda il falso in prospetto sono state quantomeno reticenti. Ha molto insistito sulle colpe di Bankitalia, un po' meno su Consob. In ogni caso, sulle sue parole una parte del Pd ha costruito una narrazione che non sta né in cielo né in terra».