Governo Gentiloni

Commissione banche, scontro fra Brunetta, Orfini e Casini

La tensione è salita dopo che il rappresentante di Forza Italia ha parlato di «suicidio/omicidio» del dirigente dei Mps David Rossi

ROMA - «È ovvio che fare luce comporta chiarimenti spiacevoli, ma non possiamo nemmeno recitare la parte di Alice nel paese delle meraviglie». Così il presidente della commissione d'inchiesta sulle banche, Pier Ferdinando Casini, il quale però aggiunge che per evitare di spargere nuvole tossiche, la commissione è orientata a non ascoltare i «gemelli del crac» nel Veneto, Consoli e Zonin.

Il nostro sistema bancario non può permettersi di diventare terreno di conquista da parte della finanza internazionale
«Non sono stati convocati - ha affermato Casini in un'intervista su 'La Stampa' - chi ha responsabilità gravissime, penali e personali, di cui rispondere è giusto che si difenda nelle aule di tribunale, non utilizzando la cassa di risonanza del Parlamento. Che oltretutto non li potrebbe nemmeno ascoltare come testimoni, in quanto imputati davanti alla giustizia ordinaria». In ogni caso, ha aggiunto, sarà l'ufficio di presidenza a decidere, «comunque la mia opinione non è affatto un segreto», ha puntualizzato. Ieri il segretario Pd, Matteo Renzi, nella sua lettera a La Stampa, scriveva: «Da questa vicenda tutti dobbiamo imparare qualcosa, non per regolare conti del passato ma per aiutare l'economia italiana del futuro». Casini sottoscrive? «E' un proposito assolutamente condiviso non solo da me, ma in generale da tutte le forze politiche. Il nostro sistema bancario non può permettersi di diventare terreno di conquista da parte della finanza internazionale, e chi vuole intendere non ha bisogno che io aggiunga altro», conclude.