Cittadinanza agli stranieri

Il Giornale lancia l'appello contro lo Ius soli

Il direttore Sallusti: «Lanciamo una raccolta di firme per sapere se siete d'accordo nel non approvare questa norma»

ROMA - Il direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti, ha lanciato un appello in cui chiede ai proipri lettori di firmare contro l'approvazione dello ius soli. «Il quotidiano La Repubblica rispolvera in questi giorni una vecchia tradizione della sinistra, quella di lanciare appelli a favore di qualcosa o di qualcuno per poi farli sottoscrivere dai propri intellettuali di riferimento».

«Una tradizione, per altro, nefasta nella storia della tradizione della sinistra italiana. Il tema del nuovo appello è lo ius soli. Repubblica vuole forzare la mano, in un Parlamento in scadenza di mandato e non più rappresentativo del Paese per via degli oltre trecento voltagabbana che ci sono stati in questa legislatura, e approvare velocemente la legge che allarga il diritto di cittadinanza. Legge che già esiste e ha regole molto chiare e precise. L'iniziativa di Repubblica è stata intitolata 'Patria è dove trovi pace e rifugio'. E già qui c'è un errore clamoroso perché basta consultare un dizionario per prendere atto che patria significa terra dei padri e, in senso più allargato, terra degli avi».

«Noi vogliamo rispondere a questo appello con un contro-appello. Non ci rivolgiamo agli intellettuali ma ai nostri lettori e ai nostri cittadini. E lanciamo una raccolta di firme per sapere se siete d'accordo nel non approvare lo ius soli così come è stato formulato dal Partito democratico, rinviando la discussione a tempi migliori e a un nuovo Parlamento che abbia davanti un percorso sufficiente per approvare una legge di questa delicatezza e soprattutto che sia rappresentativo del Paese. Se, quindi, siete d'accordo che lo ius soli non va approvato, potete firmare il nostro appello inviando una semplice mail a noiussoli@ilgiornale.it. Vedremo se, alla fine, conterà di più il parere dei cittadini o quello dei soliti intellettuali salottieri».