Giustizia e politica

Travaglio: l'affaire Consip, comunque vada, è un «treno in faccia» a Renzi

Il direttore del Fatto quotidiano, ospite di Otto e mezzo su La7: «Quello che aveva promesso di cambiare tutti i brutti vizi della politica italiana ci si è trovato con mani e piedi dentro. Cioè familismo, affarismo. Ritroviamo il padre del presidente del Consiglio fare affari con un imprenditore che fa affari con il governo»

ROMA – Durissima critica politica a Matteo Renzi dal direttore del Fatto quotidiano, Marco Travaglio che ospite di Otto e mezzo su La7 ha spiegato qual è il «treno che è arrivato in faccia» al rottamatore.

«Conflitto di interessi impressionante»
«Quello che aveva promesso di cambiare tutti i brutti vizi della politica italianaha detto il giornalista dopo aver fatto riferimento ai tempi di Tangentopoli – ci si è trovato con mani e piedi dentro. Cioè familismo, affarismo, lasciamo perdere i reati, a me non interessa sapere se si tratta di traffico d'influenza, di corruzione, di rivelazione di segreto d'ufficio. Ma il fatto che noi ritroviamo il padre del presidente del Consiglio e capo del governo fare affari con un imprenditore che fa affari con il governo...ma questo è un caso di scuola di conflitto di interessi che è impressionante».

«Credo che Renzi sapesse cosa combinava suo padre»
Travaglio ha continuato sull'affaire Consip, dove Tiziano Renzi è indagato per traffico di influenza, dicendo che se si fosse trovato nei panni del segretario del Partito democratico dimissionario «a Natale, dopo i primi articoli del Fatto, sarei andato da mio padre dicendo 'Dimmi esattamente che cosa hai fatto', dopodiché lo avrei denunciato per millantato credito». Detto questo secondo il direttore del Fatto, Renzi jr sapeva già prima del suo giornale cosa stava combinando il padre «altrimenti Lotti (Luca, l'attuale ministro dello Sport, uomo del «Giglio magico», ndr) non avrebbe mandato quei messaggi al presidente della Puglia, Michele Emiliano, dicendo di ricevere il mediatore del padre di Renzi».