Bufera sul Partito democratico

Primarie Pd: il primo caso di tessere «sponsorizzate» arriva da Napoli

Mancano due mesi alla corsa per la segreteria del Partito democratico e grazie a un video esclusivo di Repubblica già si parla di brogli e tessere gonfiate. Nel filmato una militante invita le persone a tesserarsi, spiegando loro che non dovranno pagare nulla, perché i 10 euro richiesti li mette «Michel»

NAPOLI – A due mesi dalle primarie del Partito democratico, come consuetudine, già si parla di brogli e tessere gonfiate. Il caso è scoppiato, anche in questo caso come spesso accade, a Napoli, dove un video esclusivo di Repubblica ha immortalato una militante del Pd che invita le persone a tesserarsi, spiegando loro che non dovranno pagare nulla, perché i 10 euro richiesti li mette «Michel».

I 10 euro li dà Michel
Nel filmato si vede una fila per l'iscrizione al partito (è l'ultimo giorno utile prima del congresso) previa erogazione del contributo di 10 euro da parte - almeno così dicono le voci, in particolare di una donna - di un consigliere di municipalità. L'episodio, secondo quanto riferisce la testata, è stato filmato nel quartiere periferico di Miano davanti la sede dei Dem e coinvolgerebbe un esponente del partito tra i protagonisti di irregolarità verificatesi nel 2011, Michel Di Prisco, (in occasione delle primarie, poi annullate, per le elezioni amministrative). In sostanza, la donna nel video sollecita conoscenti del quartiere a iscriversi garantendo di non dover sborsare un centesimo. I dieci euro, assicura, li dà Michel. E spiega: una firma dobbiamo mettere per dire che facciamo parte del partito. Più in generale, sarebbero state segnalate irregolarità nelle iscrizioni a Pianura e Bagnoli e, nel Napoletano, a Castellammare di Stabia, Torre del Greco e Pompei.

Michel Di Prisco replica: "Cosa c'è di male se fanno la tessera per me?»
«Cosa c'è di male se fanno la tessera per me? Ma per chi altro allora?», «chi lo conosce Matteo Renzi a Miano? Sfido chiunque, mi devono dimostrare che le tessere non si fanno per amicizia, vicinanza politica con qualcuno», ha affermato al Corriere della Sera Di Prisco. «Noi siamo gente semplice - ha detto - questo è popolino, io sono una persona perbene che aiuta chi ne ha bisogno. E se qualche amico mi chiede di farsi la tessera che faccio, lo rispedisco a casa?». «Sono turbato ma sereno - ha detto poi Di Prisco a Repubblica - ho la coscienza pulita. Nel Pd non vogliono rinnovare, questo è il problema. I vecchi se ne devono andare. Io sono per i giovani». «Sono mortificato - ha concluso - non ho mai dato soldi a nessuno e non intendo alimentare ulteriori polemiche. Su quel video è stata montata l'ennesima gogna dopo quella del 2011».

Il Pd manda «l'ispettore» Emanuele Fiano
«Abbiamo deciso di inviare Emanuele Fiano a Napoli per un esame attento in merito a quanto denunciato oggi dai media circa irregolarità nel tesseramento riscontrate in un circolo del Pd. Riteniamo che sia fondamentale assicurare che venga fatta la massima chiarezza nel rispetto dovuto nei confronti dei nostri militanti». Lo hanno dichiarato Lorenzo Guerini, presidente della commissione Congresso, e Matteo Orfini, presidente del Pd. «Se verranno riscontrate eventuali anomalie - hanno proseguito - prenderemo, con fermezza, le dovute misure come previsto dal nostro statuto. Fiano sarà già nelle prossime ore presso la sede della federazione provinciale del PD di Napoli, in cui incontrerà il segretario provinciale Venanzio Carpentieri avviando l'attività di verifica prevista».

Orlando: «Non voglio voti che non so da dove vengono»
«Voglio sperare che siano casi isolati e che Orfini abbia tutti gli elementi per dirlo, aspettiamo di sentire cosa ci dirà l'onorevole Fiano che è andato a fare un'ispezione», ha detto il candidato alla segreteria del Pd Andrea Orlando intervistato a Omnibus su La 7 a proposito del caos tessere Pd (in alcune sezioni in Puglia e Campania) in vista delle primarie. «Certo quello che è successo è un segno di malessere. Se in alcune realtà non saranno chiarite le dinamiche non presenterò le mie liste, non voglio voti che non so da dove vengono», ha concluso ribadendo che «per le primarie fin dall'inizio non sono stati previsti anticorpi» per evitare infiltrazioni.