25 aprile 2024
Aggiornato 07:30
Salute

Salvini vuole obbligare gli studenti a donare il sangue: ma è davvero così?

Ovunque si legge della proposta del ministro dell'Interno di istituire l'obbligo di donazione del sangue a tutti gli studenti. Ma non è proprio così

Matteo Salvini durante la visita al centro raccolta di sangue organizzata dalla Polizia di Stato
Matteo Salvini durante la visita al centro raccolta di sangue organizzata dalla Polizia di Stato Foto: Giuseppe Lami ANSA

ROMA - Non c'è giorno che passa che Matteo Salvini non finisca al centro di qualche polemica. Basta una battuta del ministro per aprire i recinti delle critiche. E la stessa cosa è accaduta quando il leader della Lega, in occasione della firma del protocollo d’intesa tra l’Associazione donatori e polizia di Stato e vigili del fuoco avrebbe annunciato di voler rendere obbligatoria la donazione del sangue per tutti gli studenti italiani. Almeno questo è ciò che si legge su molti organi di stampa. In realtà quella di  Salvini è stata una - chiamiamola così - battuta. Ma una battuta ben studiata con il chiaro obiettivo di sensibilizzare su quello che, oggettivamente e non solo per lui, è un tema importante.

La «donazione volontaria obbligatoria»
«Lavoreremo con il ministro dell’Istruzione ad un ossimoro: la donazione 'volontaria obbligatoria' nelle scuole, perché se li becchi a 18 anni poi te li tieni per i successivi 40 anni. Io ho cominciato a donare il sangue grazie al mio papà, che per i 18 non mi ha regalato il motorino, ma mi ha portato all’Avis». Queste le esatte parole del ministro dell'Interno. Ripetiamo: «Donazione volontaria obbligatoria». Più chiaro di così ... Quella di Salvini è un'uscita volta ad accendere i riflettori su quella che il ministro stesso ha definito una «questione di sicurezza nazionale», perché «se non raccogli sangue in Italia» si finisce per comprarlo in altri Paesi «dove non ci sono i controlli rigorosi presenti in Italia». Quella che ha in mente Salvini è una forte e persuasiva campagna di sensibilizzazione, a partire dai più giovani, per «far sì che milioni di ragazzi che potrebbero donare lo facciano. La paura dell’ago» ha aggiunto «fa ridere. Anche io ce l’ho».

Immediate le critiche
A scagliarsi, soprattutto sui social, contro Salvini sono stati molti utenti con decine di post ironici. E a frenare sulla proposta sono state anche Cns e Civis: «Sul tema desideriamo ricordare che da anni, grazie anche a un protocollo con il Miur e alla disponibilità di tantissimi volontari, le Associazioni fanno opera di sensibilizzazione nelle scuole, già a partire dalle scuole primarie». Ma anche il portavoce del Civis Gianpietro Briola e il Direttore Generale del Cns Giancarlo Liumbruno si sono resi conto dell'importanza della "battuta" del ministro. «Un rafforzamento della collaborazione con le istituzioni e un rilanciato protagonismo delle istituzioni stesse nel promuovere la donazione volontaria, anonima, responsabile e non remunerata di plasma e sangue trova tutto il nostro consenso e appoggio». Certo, hanno spiegato, «lascia invece perplessi l’ipotesi dell’obbligatorietà» anche se - sottolineano - «probabilmente si è trattato solo di una provocazione durante la conferenza stampa, che condividiamo come obbligatorietà di corretta informazione e formazione ai giovani, a partire dalle scuole di ogni ordine e grado, sulla donazione biologica».