16 novembre 2018
Aggiornato 14:00

I ladri svaligiano la casa dei genitori di Salvini a Milano

Approfittando delle ferie, i topi d'appartamento hanno rubato l'argenteria e perfino la cassaforte. Ma sembra che non conoscessero i padroni di casa...
Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini
Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini (Marco Costantino | ANSA)

MILANO – I ladri sono entrati nell'appartamento in zona Primaticcio/Giambellino, a Milano, intorno a Ferragosto, approfittando del fatto che in questi giorni i padroni di casa, come la maggior parte dei residenti, erano fuori città per le ferie estive. Hanno fatto irruzione, senza peraltro lasciare evidenti segni di scasso dietro di sé, poi hanno fatto razzia dell'argenteria e perfino smurato e portato via la cassaforte. Sembrava un furto come (purtroppo) ne succedono tanti, che stavolta aveva colpito uno stabile anonimo a sud-ovest del capoluogo lombardo, ma quando le forze dell'ordine l'hanno scoperto è subito scattata un'indagine che ha richiesto la massima allerta e la massima riservatezza: perché la casa ripulita era quella dei genitori del ministro dell'Interno, Matteo Salvini.

Obiettivo casuale
Molto probabilmente si è trattato di un semplice caso: i topi d'appartamento non avevano la minima idea dell'identità delle loro vittime. Proprio come le ladre rom che avevano svaligiato il sindaco Beppe Sala, il 27 maggio scorso, non sapevano chi abitasse nella casa che avevano colpito. Tanto che, dopo la chiamata della famiglia Salvini agli investigatori, durante il loro sopralluogo questi hanno scoperto un altro furto anche al piano superiore dello stesso palazzo. Poi sono immediatamente iniziate le ricerche: dalle impronte digitali all'individuazione della refurtiva negli ambienti della ricettazione o dei compro oro, fino all'analisi delle immagini registrate nei dintorni dalle telecamere di sorveglianza. Le stesse che, nel caso del furto al primo cittadino, si rivelarono decisive per identificare e poi arrestare le ladre.

Massima allerta sulla Lega
L'altra ipotesi d'indagine sulla quale si lavora è invece quella opposta, cioè che i malviventi non abbiano colpito affatto casualmente i parenti del leader della Lega: dopo l'attentato alla sezione del Carroccio di Treviso, infatti, ieri anche a Milano, come in molte altre città, è stata rafforzata la vigilanza intorno agli uomini e agli edifici del partito, a partire dalla storica sede di via Bellerio.