22 settembre 2018
Aggiornato 03:30

Quelli che «il disastro di Genova è colpa del M5s»...

Dopo il crollo del ponte Morandi sono iniziate a piovere le critiche ai pentastellati. Renzi definisce Di Maio «bugiardo o sciacallo». E Di Pietro attacca Toninelli
Il sopralluogo del vicepremier Luigi Di Maio e del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli sul luogo del crollo del ponte Morandi di Genova
Il sopralluogo del vicepremier Luigi Di Maio e del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli sul luogo del crollo del ponte Morandi di Genova (ANSA/ALESSANDRO DI MARCO)

ROMA«I Benetton hanno finanziato le campagne elettorali di tutti i partiti del passato, di tutti i partiti del governo del passato». Una frase, questa del vicepremier Luigi Di Maio, che non è proprio piaciuta a Matteo Renzi. Il quale, evidentemente sentitosi chiamato in causa insieme al suo Pd, ha dedicato al leader del M5s una replica di fuoco tramite un post pubblicato sulla sua pagina Facebook: «Chi come Luigi Di Maio dice che il mio governo ha preso i soldi da Benetton o Autostrade è tecnicamente parlando un bugiardo – scrive l'ex presidente del Consiglio ed ex segretario – Se lo dice per motivi politici invece è uno sciacallo. In entrambi i casi la verità è più forte delle chiacchiere: il mio governo non ha preso un centesimo da questi signori, che non hanno pagato la mia campagna elettorale, né quella del Pd, né la Leopolda. La sua parola per gli italiani vale zero, pubblichi tutti i nomi dei finanziatori Pd. Utilizzare una tragedia per attaccare gli avversari, mentendo, dà il senso della caratura morale e politica del vicepresidente del Consiglio».

Risponde Di Maio
Di Maio, dal canto suo, non è certamente rimasto a guardare. Anzi, a queste parole dure del senatore di Scandicci ha dedicato una risposta ancora più piccata: «Renzi dice che Benetton non ha finanziato il Pd né la Leopolda – scrive sempre su Facebook il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico – Non dice niente delle altre fondazioni legate a doppio filo col suo partito. La sua parola per gli italiani vale zero. Pubblichi tutti i nomi dei finanziatori del Pd dalla sua nascita a oggi e di tutte fondazioni ad esso collegate. Carta canta! Che hanno da nascondere ancora? Tanto scoperchieremo tutto e il marcio verrà a galla. Gli italiani devono sapere la verità e in questo non li aiuteranno i giornali visto che tra gli azionisti di quelli principali troviamo proprio i Benetton. È vergognoso, ad esempio, che la parola 'Benetton' non compaia nei giornali mentre tutti danno addosso al Movimento e in particolare a Beppe Grillo che viene accusato di essere il responsabile del crollo: roba da mentecatti!».

Di Pietro contro Toninelli
Nella caccia al colpevole del disastro di Genova, infatti, sono subito piovute le accuse ai danni del Movimento 5 stelle. Prima per la presunta definizione di «favoletta» con il quale i grillini avrebbero definito il crollo del ponte Morandi (a cui, proprio ai microfoni del DiariodelWeb.it, ha risposto l'ex candidato sindaco Paolo Putti). Poi per la gestione delle conseguenze della stessa tragedia, dove oltre a Matteo Renzi anche Antonio Di Pietro ha riservato critiche ai pentastellati. L'ex ministro delle Infrastrutture ha così puntato il dito contro il suo successore Danilo Toninelli: «Mi piange il cuore dover dare ragione a quel furbacchione e navigato di Salvini rispetto a quello che stanno dicendo i miei amici e improvvisati ministri del M5s – ha dichiarato l'ex magistrato ai microfoni della trasmissione televisiva In Onda di La7 – Toninelli ha detto il suo ministero si costituirà parte civile. Anche un laureando in legge sa che, se esiste una struttura del ministero che è addetta al controllo e che non controlla, allora il ministero stesso è responsabile civile, non parte civile». Gli annunci del governo di revocare la concessione alla società Autostrade non hanno convinto Di Pietro: «Salvini il furbo non ha mai detto che il governo ha disposto la decadenza delle concessioni, ma ha affermato che sono state avviate le procedure per la decadenza. Quei faciloni di alcuni ministri 5s, a cui voglio tanto bene, hanno detto che, invece, hanno disposto la decadenza. Non è così. Toninelli ha parlato di 'commissario speciale'? E che fa, va lui con la zappa e la pala domani mattina a fare i controlli? Si rende conto di cosa sta dicendo chi fa queste affermazioni? Sono sciocchezze politiche con fini elettorali».