16 novembre 2018
Aggiornato 15:00

Meloni spiega in 3 minuti la «truffa» delle concessioni: «Nazionalizziamo la gestione delle autostrade»

La leader di Fratelli d'Italia affonda contro il gruppo Benetton, proprietario della società: «Ci fanno la morale sui migranti e poi pagano le tasse all'estero»

ROMA – Sul banco degli imputati della politica, per il tragico crollo del ponte Morandi a Genova, è subito finita la società Autostrade. Il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, e i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, non hanno perso tempo a preannunciare che la concessione all'azienda del gruppo Benetton potrebbe essere presto ritirata. Una posizione condivisa anche da Giorgia Meloni, che però ha una linea ancora più dura: «Il governo ha annunciato di voler rivedere, probabilmente revocare, la concessione di Autostrade per l'Italia: giusto – dichiara in un video pubblicato sulla sua pagina Facebook – Ma credo che sia venuto il momento di dire che è l'intero sistema delle concessioni autostradali ad essere complessivamente malato. Qui il problema non è stabilire se una società abbia sbagliato o meno nello svolgere il proprio lavoro: è un sistema che non va bene».

Colpa della privatizzazione
La leader di Fratelli d'Italia ricorda infatti come la rete autostradale del nostro Paese, di proprietà dello Stato perché costruita ovviamente con denaro pubblico, sia stata data in gestione ai privati a partire dagli anni '90: «Fanno pagare agli italiani i pedaggi più alti d'Europa e trattengono per sé il 96,7% di quello che ricavano dalle tariffe. Allo Stato danno il 2,4% dei soldi che prendono dagli italiani». Ogni anno, in media, il fatturato si aggira intorno ai sei miliardi di euro, di cui però solo una minima parte viene reinvestito nel riammodernamento delle infrastrutture: «Le attività di manutenzione sono diminuite negli ultimi anni del 40%, nello stesso periodo in cui i pedaggi continuavano ad aumentare. Quindi quei soldi non finiscono nelle autostrade, ma in utili miliardari per queste società». La Atlantia, gruppo Benetton, che possiede Autostrade per l'Italia, in un anno ha raccolto utili per ben 2,4 miliardi di euro. Sui quali, ulteriore beffa, nemmeno paga le tasse in Italia, perché la sua sede legale è in Lussemburgo: «E poi i Benetton ci vengono pure a fare la morale sull'accoglienza e la tolleranza agli immigrati».

Richiesta di trasparenza
Ma per quale motivo gli italiani, in tutti questi anni, non si sono accorti e non hanno denunciato quella che la Meloni definisce come una truffa, si chiede lei stessa? «Perché ancora oggi su interi pezzi di questi contratti di concessione c'è il segreto di Stato. Chi guadagna, e come, non si può sapere. È arrivato il momento di dire due cose. Primo, vogliamo che siano resi pubblici tutti i documenti di queste concessioni: è l'unico modo per avere verità e giustizia. Secondo, soprattutto basta concessioni private sulle autostrade: vanno tutte nazionalizzate come accade in quasi tutta la civilissima Europa e per esempio in Germania». Fdi promette di portare questa battaglia in parlamento già dalla ripresa autunnale dei lavori, con una mozione rivolta al governo.