16 novembre 2018
Aggiornato 20:30

Non c'è pace a Genova: il pilone rimasto in piedi rischia di travolgere le case

La porzione del ponte Morandi che non è crollata ieri, insieme alla campata centrale, resta sospesa e pericolante sopra agli edifici: 311 famiglie sfollate
La parte del ponte Morandi dell'autostrada A10 rimasta in piedi incombe sulle case di Genova
La parte del ponte Morandi dell'autostrada A10 rimasta in piedi incombe sulle case di Genova (ANSA/FLAVIO LO SCALZO)

GENOVA – Il dramma, a Genova, non è ancora finito. Anche la porzione del ponte Morandi rimasta finora in piedi, dopo il crollo della campata centrale, rischia infatti di collassare da un momento all'altro, travolgendo le case di via Walter Fillak che si trovano proprio sotto. Per questo motivo diversi residenti, sfollati già da ieri, ma che erano momentaneamente tornati nelle loro abitazioni per recuperare i propri oggetti, sono stati nuovamente allontanati nelle ultime ore dai vigili del fuoco e dalla polizia locale, che hanno constatato come il pilone autostradale pericolante, che incombe sugli edifici, si starebbe inclinando.

Edifici a rischio
In attesa degli esiti delle verifiche di stabilità, gli stabili rischiano comunque seriamente di fare una brutta fine. «Potremmo dover abbattere le case di via Fillak – rivela il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti – Si sta lavorando per trovare una sistemazione alternativa a 311 famiglie. Verrà istituita una navetta gratuita da Brin all'aeroporto e i servizi pubblici per i tratti interrotti saranno gratuiti». Anche il sindaco di Genova, Marco Bucci, fa la stessa previsione: «Sarà difficile, quelle case non si possono salvare perché sono sotto un ponte che potrebbe essere abbattuto. Ho seri dubbi che le case sotto il ponte possano essere mantenute. Avremo cura degli sfollati, è la nostra priorità numero uno. Ai cittadini sarà data una casa nuova. Sono 311 le famiglie che sono state sfollate. Quel ponte era estremamente importante per l'asse est-ovest. Pensiamo a ordinanze per implementare il servizio di trasporto pubblico, con più bus e più treni. Il trasporto in alcuni punti sarà gratuito».

Soccorsi senza sosta
Le operazioni di ricerca e scavo nel letto del torrente Polcevera, al contrario di quanto era stato comunicato in precedenza, non sono invece mai state interrotte, nemmeno nel tratto più vicino alla struttura rimasta sospesa: «Il ponte – ha chiarito il comando generale dei Vigili del Fuoco – è monitorato costantemente perché, come evidente da ieri, ci sono rischi ma le attività non hanno mai subito interruzioni». I soccorritori al lavoro, oltre mille, hanno recuperato ancora questa mattina i corpi di quattro ragazzi rimasti incastrati tra le lamiere della propria auto. Non essendo ancora chiaro il numero esatto dei dispersi, l'obiettivo resta quello di estrarre dalle macerie tutti gli eventuali superstiti, anche se «ogni ora che passa è sempre più difficile trovare persone vive, ma continuiamo a sperare e scavare», spiega l’assessore regionale alla Protezione civile Giacomo Giampedrone.