16 novembre 2018
Aggiornato 22:00

Giovanni Toti, il «big» berlusconiano che si è innamorato della Lega di Salvini

Mentre (quasi) tutta Forza Italia critica l'alleanza di governo con il Movimento 5 stelle, il governatore della Liguria strizza l'occhio al 'nuovo' Carroccio
Matteo Salvini e Giovanni Toti festeggiano l'elezione del nuovo sindaco Marco Bucci, Genova, 26 giugno 2017
Matteo Salvini e Giovanni Toti festeggiano l'elezione del nuovo sindaco Marco Bucci, Genova, 26 giugno 2017 (Luca Zennaro | ANSA)

GENOVA - «A Silvio dico: andare contro il cambiamento è una scelta, ma ad ogni scelta corrispondono delle conseguenze». Parola di Matteo Salvini. Questa l'unica battuta che il leader della Lega ha dedicato alla 'questione centrodestra'. Come dire: la tenuta dell'alleanza, al momento, è solo un problema di Forza Italia. Più che le parole, Matteo Salvini ha lasciato che a parlare siano i fatti. Mentre da più parti gli esponenti di Forza Italia hanno lanciato appelli al ministro dell'Interno di rompere l'alleanza con il Movimento 5 stelle per ricostruire l'alleanza terminata al Quirinale con la nascita del governo di Giuseppe Conte, la Lega ha continuato ad andare avanti per la sua strada, forte del consenso in continua crescita. Da qui la decisione di correre da soli alle prossime elezioni regionali in Abruzzo. Che saranno a tutti gli effetti il vero test per Matteo Salvini in vista delle Europee del 2019. Ma una voce fuori dal coro, dentro Forza Italia, c'è. Ed è una voce pesante. Quella del presidente della Liguria Giovanni Toti che pur auspicandosi lo stesso finale, una ricomposizione del centrodestra, parte da un altro punto di vista. Non deve essere 'solo' la Lega ad andare da Forza Italia, ma (anche) viceversa.

Toti e la «nuova» Lega
Per Giovanni Toti, infatti, Forza Italia dovrebbe imparare dalla lezione della Lega. Farsi una nuova dimensione. Rinnovarsi. Trovare un messaggio efficace. Soprattutto, un leader efficace. «Le voci di agosto sono spesso incrementate dal caldo nelle redazioni dei giornali» ha spiegato il governatore della Liguria. «Di politica è meglio ricominciare a parlare dopo le prime piogge di settembre». Prendere tempo, quindi. Ma per fare cosa? Intanto per far scemare le voci, o almeno sminuire l'importanza, della 'diaspora' in corso da Forza Italia. Soprattutto, per smentire le ipotesi di un suo partito con Giorgia Meloni in cui accogliere i transfughi del partito di Silvio Berlusconi.

Forza Italia ha un «tagliando» da fare
Ma le voci non sono poi così campate in aria. L'importante, però, per Giovanni Toti è non avere fretta e, soprattutto, iniziare a pensare di «fare un tagliano al centrodestra». Poi se sarà la Lega a 'rompere', si ragionerà sul da farsi. Ma Toti parte da una considerazione: la Lega, la 'nuova' Lega, «ha trovato una sua dimensione, sapendosi rinnovare, trovando un messaggio efficace e un leader capace. Esiste un mondo, quello del mio partito, dell'ex area cattolica ma anche della destra storica italiana oggi ben rappresentata da Fratelli d'Italia, che credo possano fare uno sforzo in più per diventare una seconda gamba che affianchi l'alleato leghista. L'esempio della Liguria e di altre regioni in cui governiamo insieme» ha concluso «sono ottimi esempi su cui l'alleanza dovrebbe fare perno e da cui dovrebbe partire». Per Toti è ancora prematuro, quindi, parlare di una nuova forza politica. Ma una cosa è certa: o Forza Italia sarà «rinnovarsi» o l'ipotesi di una «seconda gamba» che affianchi la Lega sarà quasi inevitabile.