23 ottobre 2018
Aggiornato 07:00

L'Iva non aumenterà. E nessuno toccherà gli 80 euro: il governo 'stoppa' le polemiche

La notizia riportata dal Corriere e da Repubblica «sono fake news». Ma il Pd è già partito all'attacco. Di Maio: «E ora il reddito di cittadinanza»
Giuseppe Conte con Luigi Di Maio in aula al Senato. Roma, 07 agosto 2018
Giuseppe Conte con Luigi Di Maio in aula al Senato. Roma, 07 agosto 2018 (ANSA/ANGELO CARCONI)

ROMA - Fake news. Inutili polemiche. Il governo si scaglia ancora una volta contro i mezzi di informazione che, in prima pagina, hanno titolato «Via gli 80 euro per la flat tax» - Corriere della Sera - e «Balzo dell'Iva, governo diviso. Via gli 80 euro per gli sgravi fiscali» - Repubblica. Le aperture dei due maggiori quotidiani italiani hanno fatto scattare in piedi il governo. Da qui la smentita: «Le due aperture sono delle fake news». Nel mirino, come detto, c'è in primis l'articolo del Corriere: «Spariscono gli 80 euro, ma arriva la flat tax». Secondo la ricostruzione dei giornalisti di via Solferino questa «è una delle ipotesi sul tappeto. Il governo da ieri è entrato nella fase ‘calda’ della manovra finanziaria che dovrà essere presentata entro il prossimo ottobre». Repubblica a sua volta riferisce che «non viene escluso dal ministro Tria un primo taglio e riduzione delle aliquote Irpef che potrebbe essere finanziato con i 9 miliardi del bonus 80 euro di Renzi che il ministro dell’Economia ieri al Sole 24 Ore ha detto di voler cancellare». Nell’intervista al Sole 24 Ore, Tria aveva spiegato che il bonus introdotto dal governo Renzi, «per com’è stato costruito, crea complicazioni infinite, a partire dai molti contribuenti che l’anno dopo scoprono di aver perso o acquisito il diritto per cambi anche modesti di reddito».

Di Maio: «L'Iva non aumenterà, è scritto nel contratto di governo»
Su Iva, Flat Tax e reddito di cittadinanza invece è intervento Luigi Di Maio, che ha stoppato le polemiche, intervenendo a radio Rtl, sulle ipotesi che nella prossima legge di bilancio il governo potrebbe far scattare gli aumenti dell'Iva: «Nel contratto di governo c'è scritto chiaramente che non faremo scattare gli aumenti dell'Iva». Poi Flat Tax e reddito di cittadinanza. Di Maio riconosce che «avevo un pregiudizio sulla flat tax in quanto ritenevo che avrebbe dato vantaggi solo ai ricchi. Poi ho visto come la Lega intende realizzarla e quel pregiudizio è caduto. La Lega aveva invece un pregiudizio sul reddito di cittadinanza immaginando che si trattasse di una misura per non lavorare. Poi hanno visto come intendiamo realizzarla e quel pregiudizio non c'è più».

Il Pd all'attacco
Ma sul tema degli 80 euro il Pd è già partito all'attacco. «Via gli 80 euro per finanziare la Flat tax? Significa togliere soldi alle fasce più deboli, che guadagnano meno di 1.500 euro al mese, per dare soldi ai più ricchi, che guadagnano più di 1.500 euro al mese. Salvini e Di Maio, i Robin Hood al contrario» ha scritto su Facebook il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi, commentnado le notizie di Repubblica e Corriere della Sera, già smentite da Palazzo Chigi. «Scippare alle famiglie - prosegue Anzaldi - dei soldi che ormai da quattro anni hanno nel proprio bilancio è un crimine che molti non sopporteranno: Salvini e Di Maio sanno che significa togliere 80 euro a chi ne guadagna 900-1.000? Oggi gli 80 euro vanno a circa 11 milioni di persone e costano circa 10 miliardi all'anno. Se questi soldi verranno dirottati su una platea maggiore, che comprende anche aziende e contribuenti più ricchi, significa che quegli 11 milioni di persone che oggi li ricevono prenderanno meno soldi, o forse niente. È una questione di matematica. Altro che governo del cambiamento, è il governo del cambio di nome: gli 80 euro diventano Flat Tax danneggiando chi sta più in difficoltà, mentre il Reddito di Inclusione varato dai Governi Pd diventerà Reddito di cittadinanza, con gli stessi fondi arricchiti dagli altri ammortizzatori sociali già previsti. Maquillage e partite di giro. In attesa che decidano anche di aumentare l'Iva, altro colpo alle fasce deboli. Che vergogna».