23 ottobre 2018
Aggiornato 15:11

Salvini e gli immigrati, la Chiesa 'scomunica' la politica del respingimento

Dal cardianal Ravasi alle prese di posizione di media e associazioni di matrice cattolica: dal Vaticano solo critiche al nuovo governo
Papa Francesco riceve i migranti di Lampedusa
Papa Francesco riceve i migranti di Lampedusa (ANSA/OSSERVATORE ROMANO)

ROMA - Con la libertà che gli lascia il ruolo, l'estroso cardinale Gianfranco Ravasi ha dato voce all'apprensione che monta in Vaticano per la linea dura di Matteo Salvini sull'immigrazione. «Ero straniero e non mi avete accolto», ha scritto su Twitter il presidente del pontificio consiglio della Cultura. Citando al contrario, provocatoriamente, quel Vangelo sul quale il leader della Lega ha giurato in piazza durante la campagna elettorale e i cui dettami sembra sovvertire da ministro dell'Interno ora che la Aquarius ha vagato nel Mediterraneo con 629 migranti a bordo senza potere approdare nei porti italiani chiusi per volontà del titolare del Viminale. Ufficialmente la Santa Sede non interviene sulla vicenda. Con titolo «La Spagna accoglie i migranti dell'Aquarius» l'Osservatore Romano si limita a raccontare in prima pagina la «drammatica vicenda» della nave dell'ong Sos Méditerranée, ricordando che secondo l'alto commissariato dell'Onu per i diritti umani oltre 750 persone sono morte quest'anno nel Mediterraneo. Di più il Vaticano non dice. Per non interferire sulle scelte di un altro Stato. Per non prestare involontariamente il fianco a propagande e strumentalizzazioni. E perché, in realtà, non ce n'è bisogno.

Associazioni e media: i cattolici 'condannano' Salvini
Da ultimo, nelle ultime ore, la comunità di Sant'Egidio ha ribadito che la priorità è salvare le vite umane, sottolineando poi che «i differenti Stati europei, non solo l'Italia o la Grecia, dovrebbero condividere l'accoglienza facendosi carico, ognuno, di una quota di profughi», che «il ricollocamento immediato di chi chiede asilo, come già sperimentato, alleggerirebbe l'impegno del nostro Paese» e che «interventi più incisivi e di lunga durata nei Paesi di origine dei migranti aiuterebbero ad affrontare il fenomeno alla sua radice insieme alla riapertura di vie di ingresso regolare per motivi di lavoro». Per il centro Astalli dei gesuiti «non si possono cambiare politiche e accordi sulla pelle dei migranti e nella contingenza di situazioni di emergenza che richiedono cooperazione e tempestività d'azione» ed è necessario attivare «vie legali d'ingresso per chi ha diritto a chiedere asilo in Europa attraverso programmi di reinsediamento che prevedano il coinvolgimento responsabile di tutti gli stati membri dell'Unione Europea e la riattivazione di quote d'ingresso per lavoratori stranieri che permettano di coprire il fabbisogno di manodopera in Italia». Per bocca del segretario generale Michel Roy, Caritas internationalis chiede ai politici, su Vatican News, «di portare avanti politiche di accoglienza, che siano umane» e «di lavorare alla risoluzione di problemi che fanno sì che la gente fugga dalla propria terra». 

Su Tv2000 una serie tv 'pro-migranti'
E anche la televisione della Cei, Tv2000, annuncia a partire da stasera la serie docufilm «Angeli del mare» sul lavoro della Guardia Costiera di Lampedusa che, spiega il direttore di rete Paolo Ruffini, «porta ognuno di noi in prima linea, ci fa incontrare occhi negli occhi i naufraghi, cerca di seguire anche le loro di storie (i loro drammi, i loro sogni) e di farle incontrare con le nostre vite». L'approccio della Chiesa è più che chiaro. Nel Palazzo apostolico oggi si è ritenuto di non dover aggiungere altro. Consapevoli che quella delle migrazioni è una questione epocale, che non si affronta con qualche battuta da talk show. E che nei prossimi mesi si ripresenterà drammaticamente più di una volta.