22 ottobre 2018
Aggiornato 22:00

«L'Italia ha smesso di ubbidire»: Salvini rivendica la sua linea. Con il beneplacito di Toninelli

"Anche la nave Sea Watch 3, una ong tedesca e battente bandiera olandese, è al largo delle coste libiche" scrive il ministro dell'Interno
Migranti sulla nave Aquarius
Migranti sulla nave Aquarius (EPA/CHRISTOPHE PETIT TESSON)

ROMA - «Oggi anche la nave Sea Watch 3, una ong tedesca e battente bandiera olandese, è al largo delle coste libiche in attesa di effettuare l’ennesimo carico di immigrati, da portare in Italia». Ad affermarlo è il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini che in un tweet aggiunge: «Associazione tedesca, nave olandese, Malta non si muove, la Francia respinge, l’Europa se ne frega. Basta. Salvare le vite è un dovere, trasformare l’Italia in un enorme campo profughi no». Ora «l’Italia ha smesso di chinare il capo e di ubbidire. Stavolta – conclude – c’è chi dice no».

Toninelli rifiuta la «xenofobia»
Anche Danilo Toninelli fa sentire la sua voce: «È necessario, stavolta, che tutti comprendano che il diritto internazionale non può prevedere un’Italia abbandonata a se stessa. Noi salveremo sempre le vite umane, ma Malta è la spia di un’Europa che deve cambiare» ha sottolineato con un tweet il ministro dei Trasporti in merito alla vicenda dell’Aquarius. «Ieri sera – ha aggiunto Toninelli a Sky Tg 24 – Conte ha fatto inviare due motovedette con medici a bordo» della nave Aquarius e «stamattina sono state inviate altre due motovedette» con altri medici. «Le condizioni all’interno della nave sono buone, ci sono viveri e stiamo aspettando una risposta ufficiale da Malta». «Nessuno si deve mai permettere di dire – ha aggiunto – che l’Italia e il governo italiano tengano una politica xenofoba».

Tripoli chiama Roma
Intanto dalla Libia arriva la voce del governo di Tripoli, che chiede un dialogo con Roma per «blindare» i confini libici e i flussi di migranti clandestini nel Mediterraneo. E’ quanto ha detto in un’intervista al quotidiano La Stampa Ahmed Omar Maetig, vicepresidente del Consiglio presidenziale del governo d’Accordo nazionale libico riconosciuto dalla comunità internazionale. «Dal nuovo governo italiano mi aspetto un impegno ancora più convinto a intensificare la lotta al traffico di esseri umani, vigilando sulla sicurezza del Mediterraneo e blindando i confini merdionali della Libia», ha auspicato Maetiq, prima di annunciare che «entro la fine del mese vengo in Italia, poi inviteremo loro da noi per consolidare la partnership strategica».