23 ottobre 2018
Aggiornato 04:00

Di Battista in tv cambia idea su Salvini e la Lega

Di Battista ospite della prima puntata di Accordi&Disaccordi, il nuovo talk politico sul Nove, parla di Lega e M5s

ROMA - «Lei, Alessandro Di Battista è più contento di fare un governo con la Lega che con il Pd?». Esordisce così, con una domanda a bruciapelo, il giornalista Luca Sommi nella prima puntata di Accordi&Disaccordi, il nuovo talk di approfondimento sul canale Nove di Discovery Italia. Alla vigilia della partenza per il Sudamerica, Di Battista replica un po' tentennando: «Io ero molto, molto contrario a fare una qualsiasi forma di contratto con il Pd. Io e Luigi Di Maio ci parliamo ogni giorno». E a quel punto interviene l'altro autore del programma, il pluripresente Andrea Scanzi: «Di Battista, si fida di Matteo Salvini?».  E lui:«Io non mi fido neanche di me stesso» sorride.

Apertura alla Lega
«Una cosa però voglio dirla" continua Di Battista. "Non mi piace il termine ‘elettorato’. I cittadini che hanno sostenuto in passato, anche agli albori, la Lega sono molto più simili ai nostri. Il rapporto che la Lega, soprattutto di Salvini, ha avuto con il suo elettorato, non è del tutto dissimile del nostro. C’è un rapporto molto più diretto». Insomma, Dibba apre alla Lega come mai prima d'ora. Non dimentichiamoci che solo pochi mesi, in piena campagna elettorale, andava urlando al mondo intero che il Movimento 5 Stelle non si sarebbe mai e poi mai alleato con la Lega. Ma i tempi sono cambiati, si sa, e le poltrone fanno gola a tanti.

"Di Maio vuole che resti"
Il fuoriuscito dal Movimento - che però potrebbe presto rientrare dalla finestra visto che qualcuno lo vorrebbe dentro al futuro governo - si lancia anche in un'analisi sul crollo del Pd: «Perché il Pd è franato in agonia perenne? Perché ha perso il contatto diretto con i cittadini. Questo l’ha fatto tramontare». Poi Sommi gi chiede se ci sia o meno rivalità tra lui e il collega Di Maio, e Di Battista rassicura gli elettori: «Assolutamente no. Ci confrontiamo su tutto, sembrerà strano però oltre ad essere due esponenti del M5S siamo anche molto amici». Così amici, e così vogliosi di avere un ruolo predominante a Palazzo Chigi, che Di Maio ha chiesto "mille volte" a Dibba di restare, di non partire. «Ma non l'ha convinta?», incalza Sommi. «No, non mi ha convinto».