24 ottobre 2018
Aggiornato 03:30

Salvini, le condizioni per l'accordo con il M5s: «Mano libera su immigrazione ed Europa»

Anche per il leader della Lega serve ancora tempo: «Stiamo discutendo di temi centrali. Va ridiscusso il rapporto con Bruxelles»

ROMA - Dopo Luigi Di Maio, il leader della Lega Matteo Salvini è salito al Quirinale per le consultazioni per il governo con i capigruppo Giancarlo Giorgetti e Gianmarco Centinaio. Come il capo politico del Movimento 5 stelle, anche Salvini ha voluto spiegare che «non stiamo questionando sui nomi ma stiamo molto più costruttivamente discutendo anche animatamente sull'idea di Italia». Quindi «il governo partirà se potrà fare le cose. Se ci rendessimo conto che non siamo in grado allora ci fermiamo». Quanto al al lavoro fin qui fatto «stiamo facendo uno sforzo enorme - ha proseguito Salvini - perché se dovessimo ragionare per convenienza politica non saremmo qua da tempo, se dovessimo dar retta ai sondaggi saremmo i primi a dire 'chi ce lo fa fare di trovare una quadra, lasciamo tutto nelle mani di Mattarella con l'ipotesi di andare al voto il prima possibile'». In conclusione, trattativa ancora da limare con il Movimento 5 stelle. E «se saremo abbastanza bravi a trovare la quadra si parte senza problemi, ma non vogliamo prendere in giro il presidente della Repubblica e gli italiani» dicendo che c'è l'accordo «quando su qualche punto importante come le infrastrutture ci sono ancora visioni diverse».

Gli obiettivi di Salvini e della Lega Nord
«Se vado al governo - ha spiegato Matteo Salvini - voglio fare quello che ho promesso, andare fino in fondo eliminando la legge Fornero, ridurre le accise sulla benzina. Sull'immigrazione le posizioni, nel rispetto dei diritti umani, di tutte le leggi e di tutti i Trattati, partono da punti distanti ma io mi rifiuto di pensare a un'altra estate e autunno di sbarchi e di business dell'immigrazione. Se parte il governo la Lega deve avere mano libera per tutelare la sicurezza dei cittadini italiani». 

Il rapporto con l'Europa ... e con il centrodestra
Per quanto riguarda il rapporto con l'Europa, «o riesco a dar vita a un governo che ridiscute i vincoli esterni, oppure è un libro dei sogni e io non voglio prendere in giro nessuno». Nella trattativa con il M5s, il leader della Lega ha citato il «punto delicato ma inevitabile» della «nuova posizione dell'Italia in Europa. Non è - ha spiegato - un governo spauracchio ma gli italiani ci hanno votato per riportare a Bruxelles e Strasburgo la centralità del tema italiano del lavoro, della difesa dell'agricolutra, del made in Italy». Perché «io voglio che ai figli non gli cadano i soffitti in testa, voglio che le imprese paghino meno tasse e oggi ho i vincoli esterni che non me lo permettono o si ridiscutono i vincoli oppure è un libro dei sogni".

Ora si ricomincia a trattare
Con la conclusione del colloquio tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la delegazione della Lega, formata dal segretario Matteo Salvini e i capigruppo in Parlamento Giancarlo Giorgetti e Gianmarco Centinaio, al Quirinale si è chiuso il nuovo round di consultazioni per la formazione del governo.