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Maroni rifiuta il governo e mette in guardia Salvini: non fidarti dei 5 Stelle

In una intervista a Libero l'ex governatore della Lombardia mette in guardia il leader della Lega da Di Maio & co.

Roberto Maroni con Matteo Salvini e Attilio Fontana
Roberto Maroni con Matteo Salvini e Attilio Fontana (ANSA/DANIEL DAL ZENNARO)

MILANO - "No, grazie. Ho già dato». Risponderebbe così Roberto Maroni a Matteo Salvini se il leader del Carroccio gli chiedesse di entrare nel possibile governo Lega-M5S. In un'intervista a Libero, l’ex segretario della Lega ed ex governatore della Lombardia ha preso a suo modo le distanze dalla trattativa che l’attuale leader leghista sta conducendo con Luigi Di Maio. «Quella di Salvini – ha sottolineato – non è una scelta sbagliata, ma certamente sarà impegnativa per il futuro, perché è chiaro che se si chiude l’accordo col M5S, il centrodestra così come lo intendiamo oggi non esisterà più. Si aprirà una pagina nuova. Con tutte le conseguenze del caso, soprattutto dopo gli ultimi sviluppi», aggiunge con riferimento al fatto che Silvio Berlusconi è tornato eleggibile. «Da leghista, sarei molto deluso – ha osservato ancora Maroni – se il premier fosse una terza persona. Vorrebbe dire rimangiarsi tutto quello che, giustamente, è stato detto in questi anni sui premier non indicati dal popolo».

"Di Maio onesto, ma gli altri?"
Il problema è capire quanto Di Maio incida realmente nelle scelte del Movimento. "Non ho dubbi sul fatto che lui mantenga la parola, ma Grillo, Casaleggio, la rete?" I cinquestelle sono "volubili, cambiano opinione da un giorno all'altro" attacca Maroni. È questo che deve temere Salvini secondo lui. Quindi il leader della Lega rischia a trattare coi grillini. Lo scenario politico cambierà. Intanto l'atteggiamento di Forza Italia si è già fatto "più aggressivo" e proseguirà almeno fino alle prossime elezioni europee, che con Berlusconi in campo (e all'opposizione) potrebbero mutare gli equilibri politici. Del resto "io Silvio lo conosco bene. Lui è un maestro nel raccogliere consenso in campagna elettorale e nel 2019 non si risparmierà».

"Cambierebbe tutto nel centrodestra"
E se un governo gialloverde dovesse segnare il passo in termini di voti, "tutto verrebbe rimesso in discussione. E non solo a Roma». Al posto di Salvini, conclude, «io continuerei l’alleanza di centrodestra». Dopo i fatti di sabato "mi sono convinto che la strada maestra debba essere quella di fare una legge elettorale sul modello dei sindaci, andare subito alle elezioni e poi governare per cinque anni con Matteo premier e una maggioranza di centrodestra».