20 settembre 2018
Aggiornato 02:30

Furgone carico di tritolo, scatta l'arresto per autista. «Io vittima della criminalità»

L'esplosivo probabilmente destinato alla criminalità comune. Prosegue oggi l'interrogatorio
Tritolo
Tritolo (ANSA)

AOSTA - Al termine degli interrogatori e degli accertamenti, è stato arrestato e trasferito in carcere Agan Ramic, cinquantaseienne bosniaco fermato l’altra mattina al traforo del Monte Bianco mentre era alla guida di un furgone con 2,5 chili di tritolo nascosti in un vano. L'accusa è di detenzione e introduzione nello Stato di esplosivi. Le altre quattro persone che viaggiavano nel pulmino, dirette nei Balcani, sono invece risultate estranee ai fatti contestati. L'operazione è stata condotta dalla squadra mobile di Aosta.

Il furgone è stato fermato verso le 8:00 mentre entrava nel territorio nazionale. Il tritolo, diviso in una quindicina di panetti, era nascosto dietro l'autoradio. Sono stati trovati anche due detonatori. Secondo quanto si è appreso, l'esplosivo era destinato alla criminalità comune. Le indagini - nate da un'inchiesta antidroga della Questura di Milano - sono coordinate dal Pm Luca Ceccanti coadiuvato dal procuratore capo di Aosta, Paolo Fortuna.

Agan Ramic lavora per la onlus no-profit Bosna, legata ai bosniaci che abitano in Francia. In Italia non ha precedenti. Agli inquirenti non ha saputo spiegare la provenienza dell'esplosivo. Stamane il sostituto procuratore di Aosta Luca Ceccanti ha chiesto la convalida dell'arresto al gip, che fisserà l'udienza entro 48 ore. Partito da Annecy (Francia), a poco più di 100 chilometri da Courmayeur, il furgone era diretto in Bosnia. Uno dei tanti viaggi delle famiglie di emigrati. L'arresto è scattato verso le 16:00. L'autista e i passeggeri sono stati interrogati per cinque ore, dalle 13:00 alle 18:00.

Autista, io vittima criminalità dell'est
L'autista del furgone fermato ieri al traforo del Monte Bianco con 2,4 chili di tritolo sostiene di «essere stato vittima di quanto successo» e durante l'interrogatorio, «durato più di due ore», si è dichiarato «estraneo ai fatti». Lo spiega il suo avvocato, Laura Marozzo. Agan Ramic, aggiunge il legale, «ha sin da subito voluto collaborare con gli inquirenti italiani, chiedendo che si mettessero in contatto con le autorità bosniache e francesi, che sono al corrente di situazioni da lui ben più volte denunciate e che riguardano la criminalità dell'est». In questo senso «l'esplosivo, a dire del mio assistito, è stato messo da terzi sul veicolo già in Bosnia, durante il viaggio di andata, al solo scopo di creargli delle difficoltà». «Lui - ricorda il difensore - è presidente di un'associazione umanitaria che si occupa di trasportare ex profughi e materiale per questi ex profughi, dalla Francia alla Bosnia e viceversa, e ieri era diretto in Bosnia in partenza da Annecy». L'interrogatorio di garanzia davanti al Gip del tribunale di Aosta si terrà probabilmente oggi, lunedì 16.