17 ottobre 2018
Aggiornato 23:00

Macron e Gentiloni lanciano il Trattato del Quirinale: nuove ambizioni europeiste Italia-Francia

Il presidente francese Emmanuel Macron e il premier Paolo Gentiloni si sono incontrati per definire una nuova strategia
Il presidente francese Emmanuel Macron con il premier italiano Paolo Gentiloni nell'incontro bilaterale a Roma
Il presidente francese Emmanuel Macron con il premier italiano Paolo Gentiloni nell'incontro bilaterale a Roma (ANSA/ETTORE FERRARI)

ROMA - Una nuova fase, che sia garante delle "nuove ambizioni" e "matrice della rifondazione europea». Italia e Francia stringono per volere del presidente Macron e del premier Gentiloni il Trattato del Quirinale, nel segno di una nuova e rinnovata volontà di collaborare insieme con obiettivi chiari e precisi. Una decisione che è stata presa anche in seguito ai progressi del summit italo-francese di Lione in cui è stata posta la roadmap sulla cooperazione navale, come per Stx, per la Lione-Torino. "Una rotta chiara su cui si sta avanzando con rispetto reciproco", ha spiegato Macron. Il Trattato del Quirinale, che ricalca vagamente il modello del "Trattato dell'Eliseo" fortemente voluto da Macron alcuni mesi fa, è una "forma nuova per poter dare nuove prospettive e nuove formule di cooperazione" e "oggi istituiamo un gruppo operativo di alto livello per affrontare questo lavoro e concluderlo nel prossimo vertice bilaterale in programma in Italia nel 2018, un'ambizione per quest'anno estremamente importante".

Macron: "Europa ha avuto fortuna ad avere Gentiloni"
L'Italia entra in un periodo elettorale e "vorrei sottolineare quanto sono stato contento" di lavorare con Paolo Gentiloni, la sua azione in Italia e in Europa con la presidenza del G7 e del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite hanno consentito di avviare "una nuova dinamica a livello europeo, scelte e compromessi ci hanno consentito di avanzare in tempi non facili" dichiara Macron. Spetterà al popolo italiano decidere ma "consentitemi di dire che l'Europa ha avuto molta fortuna ad avere Paolo Gentiloni in questo periodo nella sua funzione e mi auguro che possiamo continuare questo lavoro positivo». "Un'Europa positiva è buona per l'Italia e un'Italia che crede all'Europa è buona per l'Europa". 

"Una struttura ancora più sistematica e favorevole alla cooperazione"
Tra Italia e Francia ci sono rapporti "storici" e a queste relazioni storiche Gentiloni ha deciso di dare una "cornice più stabile e ambiziosa" con l'idea di mettere al lavoro un gruppo di persone per un trattato bilaterale che dia "una struttura ancora più sistematica e favorevole alla nostra cooperazione». "Siamo convinti che possa rendere ancora più forti e sistematiche le nostre relazioni". Sarà, ha precisato, un trattato "rivolto al futuro e lo vediamo come un contributo creativo per il futuro dell'Ue». La visita di Macron, ha sottolineato, è "l'occasione per rinnovare gli impegni bilaterali presi mesi fa nel vertice di Lione. E' inutile ricordare quanto storici e straordinari siano i rapporti tra Italia e Francia, hanno radici nella nostra civiltà e cultura comune e si alimentano della cooperazione dal punto di vista economico». Il premier non può non pensare agli importanti investimenti italiani in Francia e agli altrettanto importanti investimenti francesi in Italia: "Abbiamo scambi commerciali per un volume attorno agli 80 mld e siamo reciprocamente i secondi partner commerciali".

"Europa balbuziente, è ora di rifondarla per i prossimi 10 anni"
Macron non si trattiene dal dire che l’Europa è stata "balbuziente" negli ultimi anni perché "mancavano le prospettive a lungo termine». Secondo il presidente francese bisogna costruire un’Unione europea "più sovrana, più unita e più democratica». L’auspicio per il 2018 è che sia "un anno utile anche per la rifondazione europea». Questo di Roma è dunque percepito come un’opportunità "inedita": "L’Europa - prosegue Macron - sta riuscendo a uscire dalla crisi dopo 10 anni, ci ha messo più tempo degli Usa perché siamo meno ben organizzati e esistono delle lacune europee ci hanno bloccato. Nel 2018 abbiamo stabilito un’agenda serrata tra i vari capi di stato ma dobbiamo prendere decisioni importanti su difesa, immigrazione, economia. Dobbiamo soprattutto preparare la rifondazione a 10 anni, dare le prospettive per il prossimo decennio».

Su Libia e migranti
Macron affronta anche la caldissima questione migranti: "C'è un legame più forte con l'Italia, che consente la stabilizzazione in Libia". Il fine, precisa, è anche  "porre fine allo scandalo umanitario" che colpisce i tanti migranti che attraversano il Paese africano per arrivare sulle coste dell'Europa. "Dobbiamo dare una risposta strutturata e solidale" al fenomeno migratorio, "chiarendo e armonizzando le regole». In questo senso, spiega Macron, "la Francia sta procedendo nel mettere a punto delle riforme con i partner europei", perché al momento c'è "un sistema con delle lacune». Il capo dell'Eliseo è sicuro che "Italia e Francia riusciranno ad armonizzare i sistemi di accoglienza e di asilo». Gli fa eco Gentiloni: "Anche se non possiamo promettere ai cittadini europei che il problema dei grandi flussi migratori si possa cancellare con chissà quale ricetta miracolosa, la cooperazione tra Italia e Francia è un modello". L'obiettivo è avere un "sistema gestibile, sicuro e legale".

Il gruppo di saggi al lavoro
Dunque un "gruppo di saggi" sarà incaricato di lavorare a questo "Trattato del Quirinale" tra Italia e Francia per "rafforzare la cooperazione bilaterale" che si concentrerà su macro-obiettivi anche con "un orizzonte di tipo europeista». Tra i temi affrontati ci saranno quindi le politiche migratorie, sociali, la protezione dell'ambiente, la cultura, e potrà già essere pronto e firmato entro la fine dell'anno.