18 ottobre 2018
Aggiornato 18:40

«Reddito bimbo» e difesa del made in Italy: i punti patrioti di Fratelli d’Italia

Il più grande piano di incentivo per la natalità, difesa feroce delle nostre eccellenze: sono alcuni dei punti voluti da Giorgia Meloni nel programma di governo
La leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni
La leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni (ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)

ARCORE – Il 4 marzo si avvicina e si cominciano a delineare i programmi delle varie formazioni politiche. Quello del centrodestra ha cominciato a prendere forma nell’incontro di ieri che si è svolto a Villa San Martino, la residenza di Silvio Berlusconi. Al tavolo, insieme all’ex premier, erano presenti il segretario della Lega, Matteo Salvini e – appunto – il presidente e candidato premier di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni: oltre a sancire l’impegno per trovare un programma comune, tra gli obiettivi posti c'è quello di raggiungere il 40 per cento circa dei voti che consentirebbe di avere una maggioranza in Parlamento e poter governare senza problemi.

"Reddito bimbo"
L’Italia sta conoscendo un vero e proprio inverno demografico: mai come in questi anni le culle faticano a popolarsi. C’è poi chi pretende di far credere agli italiani che una soluzione possibile sia costituita dall’arrivo di migranti. Sulla linea opposta decide di schierarsi Giorgia Meloni: «Grazie a Fratelli d'Italia ci sarà il più grande piano di incentivo della natalità mai fatto in Italia», ha fatto sapere sui social network. Dal rendere gratuiti gli asili nido, fino al «reddito bimbo» passando per l’abolizione dell’iva sui pannolini e sul latte in polvere. «Si tratta di rimettere la famiglia al centro dello Stato sociale» ha sottolineato la leader di Fratelli d’Italia.

Difesa made in Italy
Non solo culle vuote: a mettere in ginocchio la nostra nazione contribuisce anche la svendita di eccellenze italiane a vantaggio di Paesi esteri. È il caso – solo per fare due esempi recenti – della Dainese, azienda che produce abbigliamento motociclistico, passata in mani arabe; o della Pininfarina, azienda italiana, attiva nel settore delle carrozzerie per automobili e controllata dall’indiana Mahindra. «Difesa feroce del made in Italy, dei nostri produttori, delle nostre eccellenze: Fratelli d'Italia, – sono le parole della Meloni – ha chiesto agli alleati di centrodestra di mettere questa priorità nero su bianco nel programma». «Prima gli italiani», dunque, da semplice slogan sembra concretizzarsi per la prima volta in una vera e propria proposta di governo.

Proposte copiate da Renzi
Se nel centrodestra inizia a plasmarsi il programma elettorale, a sinistra sarebbero a corto di idee: almeno secondo quanto denuncia il deputato di Fratelli d’Italia Walter Rizzetto, vicepresidente della commissione Lavoro. «Matteo Renzi – ha dichiarato Rizzetto – lancia la proposta sul salario minimo: sono due anni che porto avanti la proposta in Commissione, il nostro gruppo con la mia prima firma è il primo proponente alla Camera di questo progetto. Il Pd non potrà portarlo avanti per due motivi: hanno completamente scordato i diritti dei lavoratori ed infine non governeranno, quindi anche le loro migliori idee resteranno lettera morta. Lo faremo noi, Matteo Renzi stia sereno a sciare». Non a caso – sempre ad Arcore – la Meloni ha preteso un patto anti-inciucio attraverso una manifestazione che si terrà a febbraio » in cui si chiederà a tutti i candidati della coalizione di impegnarsi solennemente di fronte agli italiani a rispettare il mandato ricevuto dai cittadini». Un patto 'anti-inciucio' per dire chiaramente: mai con la sinistra.