18 ottobre 2018
Aggiornato 14:30

«M», il ritorno in grande stile di Santoro in Rai (con Vauro mascherato e Saviano in cattedra)

Quattro puntate da giovedì 11 gennaio: l'ultima con Renzi, Salvini, Di Maio. Altre 4 a maggio su Moro
Michele Santoro durante la presentazione del programma ''M'' in onda su Rai3
Michele Santoro durante la presentazione del programma ''M'' in onda su Rai3 (ANSA/ETTORE FERRARI)

ROMA - Michele Santoro torna su Rai 3 in prima serata da giovedì 11 gennaio con quattro appuntamenti del programma "M", in diretta dagli studi di Torino. Un protagonista al centro della scena, non necessariamente un politico, rappresenterà il filo rosso della trasmissione, che prevede l'editoriale di Roberto Saviano, un'inchiesta registrata, opinionisti ed esperti in studio, Vauro con la maschera di Nazareno Renzoni, Andrea Rivera e una miniserie dei The Pills. Nella prima puntata non ci sarà ospite nessun politico e si parlerà di banche, con al centro della scena un finanziere che parlerà del lavoro degli istituti di controllo in Italia.

Dall'immigrazione alla Raggi
Nella seconda puntata, sull'immigrazione, "M" avrà come ospite il ministro Minniti, nella terza su Roma Capitale potrebbe esserci il sindaco Virginia Raggi, mentre per l'ultima, sull'evasione fiscale, Santoro ha detto di aver ricevuto la disponibilità di Matteo Renzi, Matteo Salvini e Luigi Di Maio a parlare, separatamente, con lo stesso tempo a disposizione, del programma del proprio partito su tasse e evasione. "M" tornerà poi a maggio per quattro puntate sul caso Moro. In entrambi i casi ci sarà "un tentativo di rimettere al centro la narrazione, ora con dei documentari sulla realtà, a maggio con elementi di fiction" ha spiegato Santoro alla presentazione del programma in Rai.

Il ritorno in prima serata dopo 22 anni
Il direttore di Rai3 Stefano Coletta ha ricordato che Santoro torna in prima serata sulla rete dopo 22 anni: "Rai3, che è la rete della realtà e dell'informazione, aveva bisogno di riportare lo sguardo e una firma così importante». Santoro ha definito questo "un ritorno a casa": "Ci voglio riprovare con lo spirito di allora. - ha detto il giornalista - Io faccio quello che i tg non fanno, quello che il flusso della Rete non suggerisce. Oggi i politici decidono come fare le trasmissioni, una che non ha ospiti politici sembra non esistere, mentre chi verrà da noi dovrà accettare il nostro rito». A proposito dell'informazione in Rai Santoro ha sottolineato la necessità di "costruire un laboratorio per dare vita ad una serialità" e spera che Rai3 voglia "recuperare una forza che la Rai ha regalato all'esterno, una diaspora che l'ha privata di un genere in cui era prima".