Italia | Movimento 5 Stelle

Di Maio: «Serve una divisione tra banche d'investimento e banche di speculazione»

Il candidato premier del M5S: «Quando porto i soldi in banca, voglio sapere se quella banca sta speculando in Borsa o sta dando i soldi al territorio»

Luigi Di Maio, candidato Premier del MoVimento 5 Stelle
Luigi Di Maio, candidato Premier del MoVimento 5 Stelle (ANSA)

ROMA - Cambiare il meccanismo di designazione del governatore della Banca d'Italia per evitare che si ripetano vicende gravi come quelle che hanno interessato negli ulttimi mesi alcuni istituti di credito. E' la proposta del candidato premier del Movimento 5 Stelle, Luigi di Maio, che, intervenendo a Mestre a un incontro pubblico con alcuni risparmiatori danneggiati dalle banche venete, chiede che il numero uno di via Nazionale venga designato da una maggioranza molto ampia del Parlamento. E non più con l'attuale procedura, che prevede un decreto del presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio superiore della Banca d'Italia.

AMPIE MAGGIORANZE - «Abbiamo il dovere di fare in modo che questo non succeda mai più. E per farlo - ha detto Di Maio riferendosi agli ultimi scandali bancari - abbiamo bisogno di mettere in piedi una serie di provvedimenti, molti a costo zero per i cittadini, ma non per i colpevoli». Di qui la proposta su Bankitalia: «Non voglio più - ha detto Di Maio - che il governatore della Banca d'Italia dipenda dal Governo, perchè se è il governo a fare in modo che quel signore va lì, quel signore sarà riconoscente a un solo partito, quello che governa. E non è un caso che poi, quando scoppiano gli scandali, non solo quella persona non viene rimossa, ma viene addirittura rinnovata, come è successo a Visco».
«Perciò - ha proposto il leader del M5S - se il governatore della Banca d'Italia dev'essere ancora individuato dalle istituzioni della Repubblica, va eletto con ampie maggioranze, di 2/3 del Parlamento, non può essere più appannaggio del partito di Governo, dev'essere una persona che deve sapere che è il risultato di un'ampia consultazione istituzionale, iniziamo da qui, tra i migliori, non tra i più fedeli».

AUMENTIAMO ENTI DI CONTROLLO - Servono, anche Di Maio, anche altre riforme, sulle quali tuttavia non ha fornito che indicazioni generali: «Dobbiamo cominciare che non basta più Bankitalia per controllare le banche, aumentiamo gli enti di controllo: Guardia di Finanza, magistratura specializzata nei reati finanziari».
Il candidato premier del M5S, il cui intervento a Mestre è stato trasmesso in diretta sulla sua pagina Facebook, ha poi parlato di «un Paese in cui i colletti bianchi in galera non ci vanno mai. Ce n'è un centinaio in tutto, nonostante tutto quello che hanno fatto».

GLASS STEAGALL ACT - Poi un'altra proposta: «E' un Paese in cui dobbiamo fare in modo che quando io, cittadino veneto o campano o siciliano o lombardo porto i soldi in banca, voglio sapere se quella banca sta speculando in Borsa o sta dando i soldi al territorio. Dobbiamo fare quel che si chiama Glass Steagall act, divisione tra banche d'investimento e banche di speculazione. E io voglio andare a mettere i soldi in una banca che presta soldi alle imprese, alle famiglie che vogliono avere un mutuo, ai commercianti che devono avere un fido. E' in quegli istituti di credito che io voglio mettere i miei risparmi. Poi ci sarà qualcun altro che vuole metterle a quelle che speculano in Borsa, affari suoi. Ma questa divisione - sottolinea - deve avvenire ed è già avvenuta più volte in altri Paesi come l'Inghilterra e gli Stati Uniti in passato».
Il riferimento di Di Maio è alla riforma adottata negli Stati Uniti durante la Depressione - la legge bancaria del 1933 - che ha introdotto una separazione tra banche commerciali e banche di investimento, laddove queste ultime si potevano dedicare a differenza delle prime all'emissione e alla negoziazione di titoli.

BANCHE PUBBLICHE - L'ultima proposta di Di Maio riguarda le banche salvate dal tracollo con soldi pubblici. «Se si salva una banca, perchè ci sono i vostri soldi dentro, con i soldi degli italiani, quella banca deve diventare degli italiani. Non la lasciamo al manager che l'ha ridotta in quelle condizioni. Questo significa una cosa molto semplice: che quando si prendono i soldi delle tasse degli italiani e acquisiamo una banca, che diventa degli italiani, creiamo una banca pubblica. Ma quando si crea una banca pubblica - mentre la banca privata ha i suoi concetti di business e chiude i suoi rubinetti a certe categorie, la banca pubblica deve fare esattamente l'opposto. E deve dedicarsi come 'mission' a raggiungere quella parte di micro imprese, liberi professionisti, famiglie che sono tagliate fuori dal credito. Andate a vedere in Francia. Esiste la Bp France che serve all'internazionalizzazione e alla ristrutturazione delle imprese».