La polemica

Redipuglia: rapper oltraggia il Sacrario, arriva l'interrogazione parlamentare

Continua la polemica riguardante l’oltraggioso video del rapper Justin Owusu che balla sul monumento dedicato ai caduti della Prima Guerra Mondiale. Rizzetto (FdI) ha presentato un’interrogazione parlamentare

Un fotogramma del video al Sacrario di Redipuglia
Un fotogramma del video al Sacrario di Redipuglia (ANSA)

UDINE – Il video è stato rimosso, l’oltraggio rimane. Le scene contenute nella clip della canzone Csi di Justin Owusu hanno scatenato una serie di polemiche che difficilmente si placheranno nei prossimi giorni. Intanto è arrivata l’interrogazione parlamentare da parte del deputato di Fratelli d’Italia, Walter Rizzetto: «Con un’interrogazione ho chiesto le dovute spiegazioni al ministero della Difesa che amministra il monumentale cimitero militare, poiché non è ammissibile che sia stata elusa la vigilanza per girare un video che nulla ha a che vedere con gli oltre centomila connazionali deceduti per la patria e che è di fatto un vero e proprio oltraggio a quanto rappresenta il più grande e maestoso Sacrario italiano. Ho pertanto chiesto – ha fatto sapere il deputato - le dovute iniziative per censurare l’episodio e per escludere simili azioni in futuro».

Le polemiche – Non è stato solo Rizzetto a trovare quel video girato nel Sacrario di Redipuglia «un fatto gravissimo che offende la memoria dei soldati italiani che hanno perso la vita nella Grande Guerra». Ad andare su tutte le furie è stato anche il sindaco di Fogliano Redipuglia, Antonio Calligaris che non sembra aver accettato le scuse del cantante. «Sono stato strumentalizzato con illazioni fasulle – ha scritto sul suo profilo personale Facebook il rapper – La mia musica e la mia persona sono state associate ad atti di vandalismo e sono stato accusato di vilipendio». L’intento, secondo Justin Owusu, era quello di riprendere alcuni luoghi caratteristici della Regione Friuli Venezia Giulia, ed estrapolarne l’essenza facendoli conoscere oltre confine, senza irridere ed offendere terzi. «Non sono stato il primo e neanche sarò l’ultimo ad aver ripreso immagini e scattato fotografie al Sacrario con o senza permesso. Porgo le mie più sentite scuse al primo cittadino Antonio Calligaris, sindaco di Redipuglia, e a tutti coloro che si sono sentiti offesi, non era mia intenzione. La nostra è semplicemente arte».

La risposta del sindaco – Forse è proprio qui la chiave di lettura di un episodio tutto italiano: un cantante – almeno sedicente tale: sfidiamo chiunque a intuire cosa viene cantato dal rapper – e il suo staff si sentono liberi di girare le scene su un monumento che rappresenta un pezzo di Storia del Paese in cui si trova a svolgere l’attività di artista. Con ogni probabilità in nessun altro Paese sarebbe stata permessa una simile indecenza. Meglio ancora: in altri Paesi è molto più sviluppato il rispetto verso i propri Caduti che un episodio di questo tipo non si verificherebbe. «Prima di far conoscere i luoghi della Regione – ha osservato il sindaco Calligaris su Facebook – dovrebbe almeno informarsi su cosa sono e poi pensare se e come farlo. Oltre poi ad interrogarsi se è necessaria l'autorizzazione dell’ente che custodisce il luogo (Onorcaduti). L'arte è una espressione di intelligenza umana e se è tale trova un limite almeno nel decoro verso i defunti. I reati di vilipendio alla nazione, ai defunti, alle forze armate poi sono procedibili d'ufficio, indipendentemente dalle scuse». Immediatamente, il primo cittadino aveva interpellato il direttore militare del Sacrario: «Ovviamente le riprese non risultano autorizzate. Il Commissariato Onorcaduti ora valuterà e prenderà i dovuti provvedimenti. Per ora il video è già stato rimosso». E un’interrogazione parlamentare contribuirà a far chiarezza.

Qui potete vedere il video.