Italia | Ius soli

Cecile Kyenge è pronta a tornare in Parlamento, digiuna per lo ius soli e vuole la Boldrini premier

L'europarlamentare Cecile Kyenge si vorrebbe candidare alle prossime elezioni politiche con il Partito democratico e nel frattempo aderisce allo sciopero della fame a staffetta

L'europarlamentare Cecile Kyenge vorrebbe candidarsi col Pd per tornare in Parlamento.
L'europarlamentare Cecile Kyenge vorrebbe candidarsi col Pd per tornare in Parlamento. (ANSA/ FABRIZIO PETRANGELI)

ROMA – L'europarlamentare Cecile Kyenge si vorrebbe candidare alle prossime elezioni politiche con il Partito democratico per sedere in Parlamento nel corso della prossima Legislatura. E, nel frattempo, aderisce allo sciopero della fame a staffetta per lo ius soli (ma solo il sabato, perché gli altri giorni può scegliere liberamente il suo menù). La Kyenge, inoltre, si augura che la presidente della Camera, Laura Boldrini, diventi presto presidente del Consiglio o Presidente della Repubblica e le canta al segretario del Carroccio, Matteo Salvini, sottolineando che sarebbe meglio che l'Italia fosse governata da Papa Francesco piuttosto che dalla Lega Nord.

Kyenge contro Salvini e pro Boldrini
«Se me lo chiedono, mi candido al Parlamento italiano». Così ha esordito l'europarlamentare Cecile Kyenge a La Zanzara su Radio 24 nei gironi scorsi. «Se è un dovere per il Paese lo faccio, anche se in Europa sto bene», ha aggiunto sottolineando che «una persona di colore in Parlamento sarebbe un bel segnale, in questo momento».In realtà per Cecile Kyenge sarebbe un ritorno a casa, visto che ha già ricoperto il ruolo di ministro per l'Integrazione durante il governo di Enrico Letta. E oggi sarebbe pronta a candidarsi con il Partito democratico. Kyenge non ha mai nascosto la sua avversione per il segretario del Carroccio, Matteo Salvini, e ha dichiarato che «sarebbe meglio un'Italia governata da Papa Francesco piuttosto che da Salvini». Poi si è lanciata in una appassionata sviolinata per la presidente della Camera, Laura Boldrini, che ha definito «una leader nata» che «potrebbe fare tranquillamente il presidente del Consiglio, o anche il presidente della Repubblica».

L'appello alla stampa sullo ius soli
L'europarlamentare ha aderito inoltre allo sciopero della fame a staffetta (che sciopero della fame sarebbe?) per lo ius soli e ha annunciato ai microfoni di Radio Cusano Campus che digiuna «ogni sabato». Kyenge ha quindi lanciato un appello dagli stessi microfoni: «Siamo a quota 157 sì, mancano solo 4 senatori per poter finalmente approvare la legge sulla cittadinanza. Se questa legislatura finisce con 4 senatori che mancano all’appello sarebbe una vergogna per tutti. I senatori dovranno tornare in aula e assumersi le loro responsabilità». L'ex ministro tiene a precisare che «non è che stanno facendo un regalo a qualcuno, ma in questo momento devono fare la scelta giusta». E ha concluso rivolgendosi alla stampa: «fate corretta informazione» perché «le forze politiche hanno cominciato a strumentalizzare la questione, facendo appositamente confusione tra sbarchi, criminalità e persone che sono già da tanti anni in Italia e devono essere riconosciuti come cittadini».