Violenza sulle donne

Stupro di Rimini, mediatore culturale: «Stupro è peggio solo all'inizio, poi per la donna è un rapporto normale»

Non c'è limite al peggio. Un mediatore culturale, Abid Jee, è riuscito ad aggiungere orrore all'orrore commentando, sulla pagina Facebook de Il Resto del Carlino la terribile vicenda dello stupro di gruppo a Rimini con un post che ha lasciato a bocca aperta

La spiaggia di Rimini
La spiaggia di Rimini (ANSA/MANUEL MIGLIORINI)

ROMA - Non c'è limite al peggio. Un mediatore culturale, Abid Jee, è riuscito ad aggiungere orrore all'orrore commentando, sulla pagina Facebook de Il Resto del Carlino la terribile vicenda dello stupro di gruppo a Rimini con un post che ha lasciato a bocca aperta. Il ragazzo, che lavora per la coop bolognese Lai-momo, ha infatti osservato che lo stupro è «peggio ma solo all’inizio, poi la donna diventa calma ed è un rapporto normale» che alla donna piace. Un commento che naturalmente ha scatenato l'indignazione pubblica, tanto che la cooperativa per la quale il giovane lavora ha deciso di prendere provvedimenti e sospenderlo.

Fermi provvedimenti
In una nota, la coop Lai-momo ha dichiarato:  "Al di là di ogni ferma condanna morale già espressa, riteniamo che questo comportamento abbia danneggiato gravemente la nostra immagine e abbiamo preso fermi provvedimenti, in base a quanto consentito dalla legge. Nel rispetto delle disposizioni vigenti e del contratto nazionale delle Cooperative sociali, infatti, abbiamo avviato oggi una procedura disciplinare e contestualmente abbiamo sospeso il dipendente in via cautelativa da ogni attività lavorativa».

Assunto a tempo determinato dal 5 agosto
Lai-momo conferma che Abid Jee, autore del contestatissimo post su Facebook, è un suo collaboratore occasionale dal dicembre 2016 e, a partire dal 5 agosto scorso, è stato assunto a tempo determinato, per una sostituzione di malattia con mansioni di operatore dell'area sociale. «La coop Lai-momo seleziona i propri collaboratori a partire dall'analisi dei curriculum che riceve - spiegano - ai quali, in caso di interesse, fa seguire la convocazione ad alcuni colloqui di valutazione, durante i quali rileva la compatibilità dell'approccio professionale del candidato all'ambito in cui dovrà operare. Non è consentito dalla normativa vigente in materia di riservatezza dei dati sensibili, effettuare accertamenti o indagini sulle opinioni personali dei collaboratori, in fase di selezione e nel corso del rapporto di lavoro».

Assunzione
Un'assunzione, dunque, «avvenuta dopo un periodo di collaborazione occasionale in cui sono state verificate la correttezza e professionalità del suo operato, che ci sono state confermate oggi dai coordinatori e dai colleghi a lui più vicini, scossi e stupiti dal suo commento Fb, che mai avrebbero immaginato e dal quale, ovviamente, si dissociano completamente». La coop si era immediatamente dissociata dal comportamento del dipendente: «Ribadiamo la nostra ferma condanna delle affermazioni contenute in questo post, in quanto profondamente contrarie ai principi che sono alla base del nostro pensiero e del nostro modo di lavorare».

Meloni: allucinante
Una vicenda che ha fatto parlare anche la politica. La leader di FdI Giorgia Meloni, sul suo profilo Facebook, ha commentato: «È l'allucinante commento sui gravissimi fatti di Rimini pubblicato su Facebook da un mediatore culturale di 24 anni dipendente di una cooperativa bolognese che si occupa di immigrati. Ora la coop dice che sta prendendo tutti i 'provvedimenti necessari' ma deve essere la magistratura ad intervenire: questo ignobile personaggio va indagato e messo in galera per istigazione a delinquere».