Il caso Yara

Omicidio Yara, la difesa: «Troppi dubbi, Bossetti va assolto»

La difesa cita giudice popolare del processo a O. J. Simpson, e ribadisce che ci sono troppi dubbi, per cui Massimo Bossetti andrebbe assolto. Ma per l'accusa Yaya era la preda perfetta

I legali del processo Bossetti per la morte di Yara
I legali del processo Bossetti per la morte di Yara (ANSA | SIMONE VENEZIA)

BRESCIA - Secondo la difesa di Massimo Bossetti, il carpentiere di Mapello accusato di aver ucciso la giovane Yara Gamberasio, non ci sono prove per confermare la condanna all'ergastolo. I troppi 'dubbi' emersi dal processo di primo grado, a partire dagli accertamenti genetici, devono portare all'assoluzione di Bossetti. Questo, in pratica, il senso della prima parte dell'arringa difensiva pronunciata dall'avvocato Claudio Salvagni, difensore di Bossetti insieme al collega Paolo Camporini, nel processo d'appello sull'omicidio di Yara Gambirasio.«Tutti gli atti processuali contenuti del fascicolo - ha detto rivolgendosi alla Corte d'Assise d'Appello di Brescia - non consentono di condannare Bossetti. Se ci sono dubbi va assolto». Il legale ha citato le parole di uno dei giurati popolari del processo statunitense al giocatore di football O. J. Simpson, accusato dell'omicidio della moglie ('Credo che sia stato lui. Ma non ci sono le prove per condannarlo') e ha sottolineato: «Questo è il pilastro dello stato di diritto». E ancora, rivolto ai giudici: «Ve lo chiedo per favore. Approcciatevi a questo processo con la mente più serena è aperta possibile».

Bossetti deve essere assolto
Salvagni non ha dunque dubbi: «non è Bossetti il colpevole», come invece sostenuto nella scorsa udienza dal sostituto procuratore generale Marco Martani attraverso una serie di affermazioni «sbagliate e false» perché «contraddette dagli atti». Questo, ha attaccato il difensore di Bossetti, è «lo stile dall'accusa», mentre «noi siamo sereni, perché sappiamo di essere dalla parte giusta e abbiamo le carte dalla nostra parte». Poi la denuncia: «il dna è l'architrave di questo processo», ma «sulla nostra richiesta di perizia genetica è sceso un silenzio assordante».

La preda perfetta e il 'sadico'
L’avvocato Andrea Pezzotta, uno dei legali della famiglia della vittima, ricorda Yara come «la bambina più solare del mondo e poteva suscitare solamente sentimenti di tenerezza, ma questo in una persona normale, a nessuno in quest’aula, tranne che a uno, potevano venire in mente vedendola pensieri sessuali». Il legale, più che convinto della colpevolezza di Bossetti, ha chiesto che i giudici d’appello di Brescia confermino la condanna all’ergastolo. Il carpentiere, secondo Pezzotta, è un uomo «il cui comportamento di natura sadica altro non è che riconducibile a una devianza di natura sessuale». Il legale di parte civile ha sottolineato come «il dato più brutto in questa vicenda sono le sevizie inferte alla vittima, il dispiego di violenza gratuita che va oltre l’intenzione di uccidere». Pezzotta ritiene che sia proprio la natura sadica di Bossetti la chiave di tutto quanto è accaduto. Yara, «un povero fagottino nero sotto la pioggia, era la preda perfetta per chi ha pulsioni insane», ha concluso il legale.